Itinerario delle mie emozioni - 467 La memoria delle erbe spontanee Partendo proprio dall origine di queste terre, affondando le radici nella loro storia pi remota, oggi scopriremo memorie indimenticabili : materie prime che fanno parte della tradizione della Valchiusella, che si sono alleate con altre culture e che vogliono renderci partecipi della loro bellezza e della loro testimonianza anche attraverso l innovazione. Sto parlando proprio di loro: le erbe spontanee. Usanza odierna di molti chef quella di tramandare le conoscenze delle erbe spontanee e le loro propriet , affinch non ne vada persa la memoria. Molti di questi si trovano cos a fare una scelta rurale, mettendo la conoscenza delle erbe al fianco del loro lavoro, indirizzando le loro scelte di vita verso una strada pi sostenibile. «Guarda che non stiamo facendo mica nulla di nuovo, stiamo solo sensibilizzando ci che in realt esiste da sempre», mi sottolinea spesso la Chef Mariangela Susigan. Infatti, la prima traccia sull utilizzo di erbe curative venne scovata in una tomba risalente a 60.000 anni fa. Al suo interno furono ritrovati precisamente resti archeologici di millefogli e di ibisco e si pens che gi allora gli esseri umani conoscessero le propriet curative di queste piante. In seguito attraverso esperienze empiriche e di testimonianze orali, il sapere sulle propriet medicamentose delle piante si sviluppato e tramandato nel corso dei secoli. La medicina occidentale, a esempio, si basa sulle conoscenze degli antichi greci e romani. Le prime fonti scritte risalgono al 400 a.c circa, quando il medico Greco Ippocrate descrisse le propriet di 230 piante medicinali. Nell antichit la popolazione riteneva il prezzemolo una pianta dalle molteplici propriet terapeutiche e per questo veniva somministrato ai gladiatori, in quanto si pensava che accrescesse il coraggio e il volume muscolare. Pi tardi venne anche utilizzato come rinvigorente per potenziare la virilit . Nello stesso periodo si credeva che il prezzemolo avesse effetti abortivi. Moderne indagini hanno confermato che questa pianta erbacea ha propriet diuretiche e stimola la contrattilit uterina. Grazie ai Romani le antiche conoscenze sulle propriet delle erbe si diffusero fino in nord Europa, e fu proprio nei secoli successivi che tali nozioni vennero raccolte e utilizzate nei conventi. Nel Medioevo sono proprio i conventi il luogo in cui i saperi antichi vengono raccolti e conservati: i monaci traducono in preparazioni medicinali le antiche conoscenze sulle propriet delle erbe e