488 - Elisabetta Azzolini Azienda Agricola Vigneto il Colombaio Erano un azienda vitivinicola del Canavese produttori del Colombaio di Candia Erbaluce di Caluso DOC. Il vigneto Colombaio occupava uno sperone collinare che si protendeva in dolce declivio verso il lago di Candia, a un altitudine di 260 metri sopra il livello del mare. Il terreno di natura morenica, sassoso, ricco di sabbie e limi, piuttosto acido. Gi nel XIV secolo il colombaio , il cui nome ricorda l antica stazione di colombi viaggiatori, era di propriet dei conti Valperga di Candia dai quali discende il proprietario. Il vitigno, con una superficie di quasi quattro ettari, era coltivato a erbaluce nella tradizionale pergola canavesana . Le pratiche colturali adottate in vigna dall Azienda erano quelle della coltivazione integrata il cui obiettivo era la qualit e il rispetto dell ambiente e della salute dell uomo. Nonostante l allevamento a pergola, la resa di produzione era tenuta bassissima (normalmente inferiore al 50% di quanto consentito dal disciplinare) e questo il primo segreto di una qualit ancora oggi unica. Le uve destinate alla produzione del Colombaio di Candia venivano raccolte in cassette, completamente mature, normalmente dopo il dieci di ottobre. La loro lavorazione, immediata, era particolarmente soffice per garantire la riduzione al minimo dello stress da pigiatura delle uve stesse. Il successo dell azienda fu l enologo, e lo sottolineo con grande orgoglio, sto parlando dell enologo artigiano Gaspare Buscemi. Un uomo particolare, definito dai pi enologo fuori dal coro . In realt egli si identifica come un artigiano e definisce gli altri fuori dal coro . La sua idea quella di proporre un vino artigiano, non standardizzato dalle ripetibili tecnologie industriali. Infatti, il 90% del vino bevuto nel mondo risulta essere un prodotto industriale, ma quel 10% fa del vino un elemento di culto, e non importa che esso sia eccellente, quello che pi conta che sia soggetto, capace di dare emozione, di riuscire a identificare la sua origine, o di percepire il carattere del suo produttore. Le sue due creazioni del Canavese che ho assaggiato, le ho degustate con lo scopo di valutare quanto possano essere longevi e migliori i vini con il trascorrere degli anni, anche nel caso dell Erbaluce, ho pertanto, in questo modo, prestato meno attenzione all etichetta .