UN TERRENO VOCATO ALLA VITICULTURA Le colline moreniche, sull'ultima delle quali si adagia parte dell'abitato di Mazzè, si formarono durante il lento cammino di un enorme ghiacciaio che scendendo dal Monte Bianco e dal Monte Rosa invase tutta la zona del Canavese e del Biellese. La massa di ghiaccio, nota come il ghiacciaio Bàlteo, premendo da nord, era alimentata da altri ghiacciai minori delle valli laterali della Valle d'Aosta. Sulla linea Cavaglià-Caluso, sembra che avesse una larghezza di 30 km e uno spessore che superava i 1000 m. Questa enorme massa di ghiaccio, nel suo lento e quasi impercettibile incedere verso la pianura, scavò ed erose i monti circostanti caricandosi di terra, roccia, sabbia e di altro vario materiale, trasportando il tutto verso il piano. Con il ritiro e lo scioglimento del ghiacciaio, l'enorme volume di detriti che esso trasportava venne rovesciato e abbandonato sulla pianura, formando grossi e talvolta prolungati rilievi più o meno tondeggianti, le così dette , che diedero origine al meglio conosciuto Anfiteatro Morenico d'Ivrea (AMI). A nord troviamo nell'anfiteatro morenico attraverso lo stretto passaggio del Forte di Bard, unica via di accesso alla Valle d'Aosta. A est crea una divisione naturale tra Canavese e Biellese: è la più grande formazione del suo genere esistente in Europa e si dirige con un percorso quasi rettilineo verso sud-est per quasi 20 km sfrangiandosi poi nelle alture che circondano il Lago di Viverone. A ovest , indicano il passaggio che la Dora Baltea si è ricavata per lasciare la piana dell'Anfiteatro Morenico puntando a sud verso la confluenza con il Po, ormai in piena Pianura Padana. Le colline di Cavaglià, Maglione, Borgomasino, Moncrivello, Mazzè, Caluso, Montalenghe e Vialfrè non sono altro che il residuo di quel complesso di materiali, depositati in cordoni concentrici, che formavano l'arco frontale morenico del grande ghiacciaio. Le colline di Brosso e la Serra, invece, costituiscono il gigantesco cumulo di sassi, di terriccio e di altro materiale che il ghiacciaio portava sui dorsi destro e sinistro: due morene di grandi proporzioni che oggi formano uno spettacolare paesaggio fra i più belli che la natura abbia potuto creare. L'orma del gigante di ghiaccio morene l'ingresso del fiume Dora Baltea la lunga collina della Serra d'Ivrea le morbide colline di Caluso, San Giorgio Canavese e Mazzè