76 - Elisabetta Azzolini Un terreno vocato alla viticultura L'orma del gigante di ghiaccio Le colline moreniche, sull'ultima delle quali si adagia parte dell'abitato di Mazz , si formarono durante il lento cammino di un enorme ghiacciaio che scendendo dal Monte Bianco e dal Monte Rosa invase tutta la zona del Canavese e del Biellese. La massa di ghiaccio, nota come il ghiacciaio B lteo, premendo da nord, era alimentata da altri ghiacciai minori delle valli laterali della Valle d'Aosta. Sulla linea Cavagli -Caluso, sembra che avesse una larghezza di 30 km e uno spessore che superava i 1000 m. Questa enorme massa di ghiaccio, nel suo lento e quasi impercettibile incedere verso la pianura, scav ed erose i monti circostanti caricandosi di terra, roccia, sabbia e di altro vario materiale, trasportando il tutto verso il piano. Con il ritiro e lo scioglimento del ghiacciaio, l'enorme volume di detriti che esso trasportava venne rovesciato e abbandonato sulla pianura, formando grossi e talvolta prolungati rilievi pi o meno tondeggianti, le cos dette morene, che diedero origine al meglio conosciuto Anfiteatro Morenico d'Ivrea (AMI). A nord troviamo l'ingresso del fiume Dora Baltea nell'anfiteatro morenico attraverso lo stretto passaggio del Forte di Bard, unica via di accesso alla Valle d'Aosta. A est la lunga collina della Serra d'Ivrea crea una divisione naturale tra Canavese e Biellese: la pi grande formazione del suo genere esistente in Europa e si dirige con un percorso quasi rettilineo verso sudest per quasi 20 km sfrangiandosi poi nelle alture che circondano il Lago di Viverone. A ovest le morbide colline di Caluso, San Giorgio Canavese e Mazz , indicano il passaggio che la Dora Baltea si ricavata per lasciare la piana dell'Anfiteatro Morenico puntando a sud verso la confluenza con il Po, ormai in piena Pianura Padana. Le colline di Cavagli , Maglione, Borgomasino, Moncrivello, Mazz , Caluso, Montalenghe e Vialfr non sono altro che il residuo di quel complesso di materiali, depositati in cordoni concentrici, che formavano l'arco frontale morenico del grande ghiacciaio. Le colline di Brosso e la Serra, invece, costituiscono il gigantesco cumulo di sassi, di terriccio e di altro materiale che il ghiacciaio portava sui dorsi destro e sinistro: due morene di grandi proporzioni che oggi formano uno spettacolare paesaggio fra i pi belli che la natura abbia potuto creare.