I VITIGNI CANAVESANI In Canavese, ogni vitigno ci narra una storia. Prima di tutto è la storia delle sue origini, dei luoghi in cui è nato, delle terre che lo hanno generato e degli uomini che lo hanno prodotto. Sono storie ricche di umanità e di tradizioni quelle del mio territorio ed è così bello lasciarsi sedurre da questi racconti, lasciarsi accompagnare in un viaggio immaginario attraverso le terre del vino. Ecco allora che si andrà così alla scoperta di piccoli gioielli dotati di forte personalità, come a esempio, i nostri vini bianchi a base erbaluce, un vitigno a bacca bianca molto versatile e dalle grandi potenzialità enologiche. In Canavese lo troviamo in compagnia di altri vitigni a bacca rossa come la barbera, la freisa, la bonarda e il re dei vitigni piemontesi, il nebbiolo che nel mio territorio, in particolare a Carema assume un'espressione eroica. In questo panorama non vanno dimenticati i neretti, autoctoni della zona, i cui vini racchiudono tutta la storia della viticoltura canavesana. Il ritmo del lavoro in queste terre rimane artigianale, condizionato dalla natura, dal tempo atmosferico, dagli usi e dai gusti. Tutto questo ci conforta per il fatto che il vino non è mai casuale né banale qui. Il vino è sempre portatore di valori, di racconto, di storie di passaggi generazionali che vedono riflesse le mani di produttori della vecchia e della nuova generazione che attraverso il solco della tradizione e dell'esperienza ci forniscono i punti di riferimento sui quali continuare a evolverci con innovazione e fantasia. In una parola, il vino è civiltà.