Travasi

I travasi vengono praticati per separare il vino dai sedimenti fecciosi (bitartrato di potassio, tartrato di calcio, complessi tanno-proteici, sostanze pectiche, frammenti di tessuti, cellule di lieviti e bacteri), che si raccolgono sul fondo dei recipienti di conservazione.
Omettendo queste operazioni, la feccia comunica al vino sapori anomali, dovuti a fenomeni di autofermentazione e di autolisi dei lieviti e all'attività dei batteri, che, specialmente in certi vini, trovano le condizioni adatte di sviluppo.
La tecnica di esecuzione dei travasi varia con il tipo di vino, ma soprattutto con le dimensioni dell'azienda vinicola. Mediante sifoni o pompe, il vino viene trasferito in altri recipienti e separato dalla feccia, tramite una semplice decantazione o mediante la filtrazione.
Taluni vini non sopportano il contatto con l'aria e richiedono particolari accorgimenti per evitare la perdita di alcol (per evaporazione) e di profumo.
L'epoca e il numero dei travasi variano da tipo a tipo di vino: nel primo anno il vino ha bisogno, in genere, di almeno tre travasi, nel secondo e negli anni successivi se ne possono invece effettuare due (uno in primavera e uno in autunno).