Repubblica Federale Tedesca La Germania Occidentale è uno dei Paesi viticoli del mondo situati più a nord. La superficie viticola è di circa 90.000 ha. Per i suoi vini leggeri, frizzanti, ad alta acidità e spiccato aroma, gode fama di produrre, quale Paese vinicolo di qualità, vini bianchi speciali. Il territorio viticolo si situa a sud-ovest del Paese, tra il 48° e il 51° di latitudine, lungo il Reno e i suoi affluenti Neckar, Meno, Nahe, Mosella e Ahr. Per sfruttare nel miglior modo possibile il sole e il calore, la vite è coltivata sulle pendici di colli o monti orientate a sud, sud-ovest e sud-est. Nel Palatinato e nell'Assia renana la viticoltura si estende anche sulla temperata piana del Reno. Le prime testimonianze di una viticoltura in Germania (coltelli da vignaiolo e altri utensili da vigneto e cantina) risalgono all'epoca romana. I legionari, avvezzi al vino, si dedicavano alla viticoltura ma l'imperatore Tito Flavio Domiziano, (81-96 d.C.) ne interdisse la coltivazione, che venne poi ripristinata da Marco Aurelio Probo (276-282 d.C.). Molti dei nomi usati ancor oggi in Germania in vigneto e cantina sono di origine romana, come, ad esempio: vino (Wein = ), vignaiolo (Winzer = ), mosto (Most = ), cantina (Keller = ), cantiniere (Küfer = ). vinum vinitor mustum cellarium cuparius Dopo la ritirata dei Romani, le etnie degli Alemanni, dei Burgundi e dei Franchi continuarono la viticoltura. Promotrice particolarmente importante della stessa si dimostrò la dinastia carolingia: per fare del vino una bevanda popolare, nell'812 Carlo Magno dispose che in ognuna delle sue proprietà viticole si gestissero mescite di vini di produzione propria. Grandi meriti nella viticoltura hanno poi acquisito i monaci; fecero, infatti, in modo che la vite venisse coltivata e il vino prodotto, anche nelle regioni settentrionali, sino al Baltico. La viticoltura raggiunse la massima diffusione nel XVI secolo, con circa 300.000 ha di superficie coltivata. La guerra dei trent'anni (1618-1648) causò un forte regresso. Nel XIX secolo, malattie e parassiti, ma anche difficoltà economiche, portarono a un'ulteriore riduzione della superficie coltivata a vite. La fillossera fece la sua prima apparizione nel 1874 nella scuola viticola del demanio reale ad Annaberg, presso Bonn; vi era giunta con viti americane importate da Washington nel 1866. Dopo la distruzione quasi totale di vaste zone, oggi vengono piantate solamente viti innestate, le cui radici resistono al parassita. Le zone vinicole del medio Reno, dell'Ahr e della Mosella inferiore si trovano fra il 50° e il 51° grado di latitudine nord. In nessun altro luogo della Terra esistono zone viticole tanto lontane dall'Equatore. Il clima dell'Europa occidentale favorito dalla corrente del Golfo permette che la coltivazione della vite si spinga tanto a nord. Un'importante differenza climatica tra le grandi regioni viticole dell'Europa meridionale e quelle tedesche sta nella ripartizione delle precipitazioni. A Montpellier la somma annua delle precipitazioni è minore che a Geisenheim. Nei mesi da maggio ad agosto, a Montpellier cade solamente il 20% della quantità annua di precipitazioni, a Macon invece il 37% e a Geisenheim addirittura il 42%. Da maggio ad agosto Montpellier ha le piogge più scarse; Geisenheim, invece, le più abbondanti. Le variazioni climatiche e il microclima influiscono in Germania sul rendimento produttivo e qualitativo molto più pesantemente che nei Paesi meridionali. La viticoltura è esposta in modo particolarmente grave alle intemperanze del clima e alle sue conseguenze. Così, ad esempio, si verificano perdite totali dei raccolti causate da forti geli invernali o da gelate tardive, oppure colature sensibili, provocate dal freddo nel periodo della fioritura, mentre il marciume dell'uva può verificarsi nei periodi di tempo umido, all'epoca della maturazione. D'altro canto, in anni con tempo normale o addirittura favorevole, col clima estivo moderatamente caldo e per lo più sufficientemente umido si producono vini aromatici, squisiti, che nei riguardi delle loro caratteristiche organolettiche sono assai fortemente influenzati dall'annata, dal terreno e dal vitigno. 1. Trasporto dell'uva a Oppenheim.