Repubblica Democratica Tedesca Nel Medioevo la viticoltura della Germania orientale si estendeva a nord lungo i grandi fiumi sino alla costa del Baltico. Oggi la superficie viticola della RDT raggiunge a malapena i 500 ha, e la produzione nazionale, di circa 50.000 hl, costituisce soltanto il 5% della quantità di vino (circa 1 milione di hl) complessivamente consumata ogni anno dalla popolazione (circa 17 milioni di abitanti). Oltre 950.000 hl vengono dunque importati. All'estero è quindi praticamente impossibile acquistare i vini della RDT. L'area viticola odierna si situa tra il 51° e il 51° 30' di latitudine settentrionale e rientra perciò fra le più a nord d'Europa. Si distinguono due zone viticole separate: la zona del , comprendente Höhnstedt e dintorni, nei pressi del Süsser See nei distretti di Halle, Erfurt e Gera, con circa 300 ha, e la zona dell' o della , nel distretto di Dresda, con circa 180 ha coltivati a vite. Alcuni chilometri più a nord si trova un'altra zona viticola, piccola e isolata, presso Jessen an der Schwarzen Elster, che ancora all'inizio del secolo si estendeva su 120 ha, ma che ormai si limita a 1,25 ha. Saale-Unstrut Elba Valle dell'Elba Le origini della viticoltura sassone-turingia risalgono a oltre mille anni fa. La primissima informazione documentata sulla zona del Saale-Unstrut è dell'anno 998, allorché l'imperatore sassone Ottone III cedette la città di Wiehe al convento dei benedettini di Memleben; la prima informazione sui vigneti nella zona dell'Elba è dell'anno 1082 e ci giunge dal convento di Pergau. Lo sviluppo della viticoltura proseguì, in un primo tempo, lentamente, finché, a partire dal XII secolo, i Cistercensi e altri ordini monastici fecero il loro ingresso in Turingia e piantarono e coltivarono vigneti in molti luoghi della loro sfera d'azione. Sino alla metà del XVI secolo, la viticoltura ebbe in questa terra uno sviluppo particolare. Dopo i monaci, furono gli abitanti delle città, rese prosperose dal commercio, a interessarsi alla coltivazione della vite. A quel tempo, tutti i colli soleggiati, in qualche modo utilizzabili, erano coltivati a vite, e la superficie complessiva coperta da vigneti venne stimata in 10.000 ha. Oltre che nelle località già citate, la viticoltura veniva allora praticata nella Lusazia, a Belzig, Wittenberg, Jessen e Schweinitz, ma anche a Brandeburgo, Bautzen, sull'Oder a Görlitz e Guben e nel territorio antistante l'Harz, come a Sangerhausen e Frankenhausen. Le città di Erfurt, Jena, Naumburg, Meissen, Sangerhausen e altre esercitavano, a quel tempo, un notevole commercio vinicolo. Con 30.000 abitanti, Erfurt coltivava nel 1620 oltre 2.000 ha di vigneto, di cui oggi nulla è rimasto. Jena, città universitaria, aveva negli anni compresi fra il 1406 e il 1542 oltre 700 ha di vigne. Oggi gli insediamenti viticoli sono scomparsi, ma la raffigurazione di un grappolo d'uva, sullo stemma e sui cippi di confine della città, effettuata nel 1480, ricorda ancora l'antica tradizione vinicola. La viticoltura si è conservata soltanto a Naumburg, dov'era praticata, secondo le fonti documentarie, già nel 1066. Dopo la fioritura viticola in Turingia e in Sassonia, al tempo delle guerre di religione, ma principalmente durante e dopo la guerra dei trent'anni, la coltivazione della vite dovette subire una forte flessione. Ciò che di essa rimaneva 49. Regione viticola Saale-Unstrutt. 50. Regione viticola dell'Elba.