Anche in altri Cantoni svizzeri di lingua tedesca si produce vino, ma da vigneti ben individuati e di scarsa produzione. Ricordiamo quello di Berna e i suoi vigneti, sulle rive del lago di Bienne, simili a quelli della Svizzera romanda per tipo di vitigni, modi di coltivazione e di vinificazione, che produce vini quasi uguali a quelli di Neuchâtel: i (o ), gli (o ) e i vini del vitigno della Città di Berna a La Neuveville hanno un prestigio pienamente meritato. Twanner Douanne Schafiser Chavannes Il con 1.000 ha di vigneto produce quasi esclusivamente vino rosso: il più noto è il , selezionato ogni anno da parte di una commissione severissima di degustatori, che attribuisce ai vini migliori il marchio (Vini Ticinesi). Ticino Merlot del Ticino VITI Coltivato su terreni assai poveri di calcare, questo vitigno produce vini morbidi e armoniosi, dal profumo assai fruttato, con un buon estratto, e il cui carattere ricorda i vini di Bordeaux. Venduto in bottiglie bordolesi, acquista sempre più il favore dei consumatori locali e della Svizzera tedesca, soprattutto della regione zurighese. Resiste bene all'invecchiamento e merita di essere conservato qualche anno in cantina per poter raggiungere la sua pienezza qualitativa. 58. Vigneti sulla sponda occidentale del Lago di Neuchâtel. Austria "L'imperatore Probo ha portato la viticoltura in Austria". Un'affermazione, questa, che, di solito, apre il capitolo sull'evoluzione storica della viticoltura austriaca in qualsiasi pubblicazione che si occupi della viticoltura nell'Europa centrale. Di certo nell'allora provincia del Norico i Romani incrementarono, ampliarono e fecero fiorire, soprattutto sotto l'imperatore Probo, le colture vinicole già esistenti. Oggi si può tuttavia affermare con certezza che la vite era diffusa in Austria già prima dei Romani. Stando alle cronache romane, la viticoltura era praticata dai Celti nell'attuale Burgenland e in Stiria. Con tutta probabilità anche gli Illiri già la conoscevano fin dal 700 a.C. circa. Nella biografia di S. Severino (morto nel 482) l'odierna Mautern, presso Krems, allora chiamata Flavianis, viene citata come la prima località vinicola austriaca. Al tempo delle invasioni barbariche nell'area dell'Austria attuale, la viticoltura venne in maggior parte distrutta; soltanto con Carlo Magno, intorno all'800, si può tornare a parlare di coltivazione della vite. A quel tempo furono, soprattutto, i conventi e i nobili a impiantare di pari passo con la ricolonizzazione i nuovi vigneti. La ricoltivazione ebbe luogo dapprima nella Wachau, negli episcopati di Passau (Passavia) e Salzburg (Salisburgo), ma l'avanzata colonizzatrice si spinse ben presto nel Weinviertel, verso Vienna e, a sud di essa, anche nel Burgenland. Probabilmente a quel tempo i vigneti furono ripiantati anche nel territorio dell'odierna Ungheria. La raffigurazione più antica dei lavori viticoli è verosimilmente quella del cosiddetto (oggi conservato nel museo di Monaco) e dovrebbe essere stata realizzata nel 1107 a Herrnstein presso Piesting nella Bassa Austria. Non da ultimo grazie all'attività dei conventi, in Austria la viticoltura si è sviluppata nel Medioevo ben oltre i confini attuali. Così, a Gloggnitz am Semmering la configurazione del terreno ancor oggi mostra le tracce della viticoltura che vi era praticata 2 o 3 secoli orsono. Le viti venivano coltivate anche oltre la Wachau nell'Ovest, verso l'Alta Austria, fino a Salisburgo. Codex Falkenstein La prima apparizione dell'oidio viene segnalata nel 1850, mentre la fillossera si manifesta per la prima volta nel 1872. Negli anni successivi si ha quindi un impressionante regresso della viticoltura austriaca. Per acquisire i fondamenti scientifici della lotta antiparassitaria, si fondarono in quell'epoca tutta una serie di scuole di viticoltura e di enologia: 1860, Istituto enologico di Klosterneuburg (l'attuale Istituto superiore federale d'insegnamento e ricerca per la viticoltura e la frutticoltura); 1874, Istituto enologico di Krems; 1895, Istituto enologico di Silberberg, presso Leibnitz, in Stiria; 1898, Istituto enologico di Gumpoldskirchen; 1893, Istituto enologico di Retz, nella Bassa Austria. Ancor oggi queste scuole, oltre a svolgere attività di centri di formazione professionale per la gioventù, promuovono lo sviluppo della viticoltura austriaca nelle singole regioni. Nel Burgenland a queste funzioni assolve la scuola rurale di Eisenstadt.