Tutti i vigneti sono situati nel sud dell'Inghilterra e del Galles e si estendono da est a ovest. Molti rimarranno sorpresi nell'apprendere che la produzione di vino in Inghilterra ha origini altrettanto antiche che nella regione di Bordeaux (la romana Aquitania) e in molte delle altre principali zone vinicole della Francia. La vite fu introdotta per la prima volta dai Romani durante l'impero di Claudio (43 d.C.). I vitigni appartenevano alla , poiché non vi era traccia di viti indigene (quando nel 55 a.C. Cesare invase la Britannia, non ne trovò alcun esemplare). I Britanni, però, già da più di un secolo importavano vino dall'Italia. Vitis vinifera Durante i primi due secoli dell'era volgare il clima in Inghilterra era prevalentemente caldo e secco, tale quindi da favorire lo sviluppo della viticoltura. In ben tredici località situate nella parte meridionale della regione sono state rinvenute tracce di vigneti romani. Nel 90 d.C. un editto imperiale proibì a chiunque non fosse Romano di piantare viti. Il divieto rimase in vigore fino al 280 d.C.; dopo quell'epoca cominciarono a comparire i primi piccoli vigneti. Nei tempi oscuri che seguirono la partenza dei Romani, la maggior parte dei vigneti era concentrata nel Galles e nel West England. Dal 650 d.C. la Chiesa Cattolica e i monasteri, in fase di crescita e di espansione, si prodigarono per diffondere la viticoltura, tanto che essa divenne piuttosto comune. E in effetti i migliori vigneti si svilupparono presso le comunità monastiche o nelle proprietà dei nobili. Nel 1066 sopravvenne la conquista normanna. I Normanni, essendo cattolici, non distrussero i vigneti dei monasteri o delle grandi aziende agricole; in questo periodo si nota anzi un aumento della coltivazione intensiva ad opera di nobili, agricoltori e monaci. Vennero introdotti i metodi e le tradizioni francesi concernenti la viticoltura. William Malmesbury, scrivendo nel XII secolo a proposito della valle di Glaucester, dice che "nessun altro Paese ha così grandi vigneti e così belli, sia per la fertilità che per la dolcezza dell'uva. Il vino non è spiacevolmente acido, né forte, ed è solo di poco inferiore a quello francese". La coltivazione della vite non si spinse mai molto a nord: fra i vigneti più rinomati, il più settentrionale è probabilmente quello situato a Ely. Una volta piantati, sono assai difficili da eliminare, in quanto una vite può durare almeno 100 anni: c'è un vigneto nel Kent che certamente rimase produttivo fra il 605 e il 1434. È interessante notare che, anche quando nel 1154 l'Aquitania (Bordeaux e il sud-ovest della Francia) divenne possedimento inglese e forti quantità di vino cominciarono a essere importate, ciò produsse effetti irrilevanti sulla produzione di vino inglese. L'Inghilterra era allora un Paese in cui il vino era considerato bevanda normale, e tutti, tranne i più poveri, lo bevevano. Il vino francese costava un penny per gallone, quello inglese due penny; è quindi chiaro che la produzione nazionale, mai molto abbondante, era dovuta al fatto che agricoltori, proprietari terrieri e monaci non rinunciavano all'orgoglio e al piacere di bere vino da loro stessi prodotto, invece di acquistarne dall'estero. La produzione locale continuò a essere discretamente diffusa durante il Medioevo e non subì scosse a causa della successiva perdita dell'Aquitania (1453). In base a dati dell'epoca si può affermare che la produzione alla fine del XVI secolo si aggirava attorno ai 630.000 galloni (28.640 hl) per anno. Nel 1536 si giunse allo scioglimento dei monasteri: fu un duro colpo per l'attività vitivinicola. Contemporaneamente, a partire dal 1500 circa, la situazione climatica subì per quasi due secoli un notevole deterioramento. Poiché già l'Inghilterra si trovava al limite estremo settentrionale per la viticoltura, questo fenomeno comportò gravi conseguenze; è certo che, anche se molti erano ancora coloro che preferivano bere il vino da loro stessi prodotto, verso il 1700 la produzione enologica aveva già subito una pesante riduzione. Dal 1700 le condizioni climatiche ripresero a migliorare. Nel frattempo, però, le abitudini di vita degli inglesi erano cambiate, e il prezzo del vino d'importazione era divenuto molto alto; la produzione locale si era assai ridotta, anche se era ancora presente in varie regioni. Il processo di decadenza continuava inarrestabile.