Ecologia e tecnica viticola Forme di allevamento In questo capitolo verranno descritte le forme di allevamento di più comune diffusione nella moderna viticoltura, con qualche accenno a quelle che sono da consigliare in relazione alla vendemmia meccanizzata. Se ne conoscono vari tipi, diffusissimi nei Paesi meridionali e in particolare nelle regioni che si affacciano sul bacino del Mediterraneo, in cui la carenza di acqua non permette alle viti un eccessivo sviluppo vegetativo. Questa forma di coltivazione è presente anche nella parte più settentrionale della regione della vite (Francia settentrionale, Germania, Austria, Svizzera) e anche in alcune zone di montagna, in luoghi, cioè, ove la vicinanza al terreno, che riflette il calore solare, consente ai grappoli di beneficiarne maggiormente. Infatti la scarsità di calore esercita in quelle zone la stessa funzione limitatrice dello sviluppo vegetativo che la carenza di acqua provoca nelle regioni meridionali. I vari tipi di alberello si differenziano secondo il diverso numero di branche di speroni che si trovano sulla vite dopo la potatura invernale o secca, e talora anche per la presenza di un capo a frutto. L'alberello classico è l' in cui la vite, priva di sostegno, è costituita da un fusto alto pochi centimetri (può raggiungere i 30 cm o poco più), su cui sono inserite da 2 a 3-4 branche, in ognuna delle quali si rinnovano annualmente speroni di 2-3 gemme (o talvolta una sola) come nel vecchio alberello della Champagne. Se i tralci di un anno tendono a curvarsi, togliendo la luce ai grappoli, all'inizio dell'estate vengono fasciati con un filo di rafia. In certi casi – terreni più fertili, profondi, non troppo aridi e con vitigni vigorosi – l'alberello porta anche un capo a frutto di 6-10 e più gemme (in Sicilia viene chiamato in Sardegna e in Francia ), che viene piegato ad arco e legato al tronco, oppure a uno sperone. Sesti d'impianto e numero di speroni variano con la fertilità (naturale o indotta) del terreno, la sua freschezza e il vigore dei vitigni. La potatura è semplice, riducendosi alla speronatura del più basso dei 2-3 tralci spuntati dal vecchio sperone e nell'eliminare tutte le altre concrescenze. Alberello alberello a vaso, scaricatore, carriadrosgia pisse-vin 59. L'alberello è presente, oltre che in alcune zone di montagna in Paesi settentrionali, anche in regioni meridionali. (o potatura alla latina) È un'altra antica, classica forma di coltivazione (già nota e adottata al tempo dei romani), che un viticoltore francese per primo descrisse compiutamente nel secolo scorso e divulgò, apprezzandone la razionalità. Dopo la potatura invernale le viti, dal terzo anno in avanti, presentano un fusto alto da alcuni decimetri sino a 80-90 cm da terra (al massimo 1 m), all'estremità del quale sono inseriti, su una corta branca dell'anno precedente, uno sperone di un paio di gemme e un tralcio (capo a frutto) di 5-6 gemme fino a 8-12, leggermente arcuato e legato alla sua estremità a un filo di ferro, che si snoda lungo il filare, a un metro da terra. Guyot 61. Sistema di allevamento in filari con viti piuttosto ravvicinate (da potare). Il sistema di allevamento "alto" tende a svilupparsi anche in regioni settentrionali. 60. Sistema di allevamento a rittochino (filari che seguono le linee di massima pendenza del terreno).