Al largo della costa atlantica del Marocco, le isole Canarie, a 350 km dal Tropico del Cancro, comprendono le isole di La Palma, Tenerife, Gran Canaria, Fuerteventura, Lazarote e altre minori (Gomera e Hierro). Comprendono una superficie totale a vite di 9.800 ha, che si ripartisce fra le due provincie di Las Palmas e Santa Cruz di Tenerife. Le zone viticole della provincia di Las Palmas si trovano nelle isole Gran Canaria, Fuerteventura e Lanzarote; quelle della provincia di Tenerife, nella stessa isola di Tenerife e in quelle di Gomera, Hierro e La Palma. Si producono in totale circa 114.900 q di uva e 75.000 hl di vino. Il clima è dolce e regolare. La temperatura media è di 21 °C. Le precipitazioni scarsissime (141 mm di pioggia all'anno). Il suolo coltivabile a vigna è vulcanico e circa 30 cm sono costituiti da lapilli, un tipo di lava a grana fine, che ha la proprietà di trattenere l'umidità e di permettere lo sviluppo della pianta. I vitigni più comunemente coltivati sono: Malvasia, Listan, Moscatel e Comun. La vendemmia inizia alla fine di agosto. I vini che si ottengono non hanno un grado alcolico elevato. Viene commercializzato un che si dimostra di colore chiaro, rosato e con qualche carattere di finezza, anche se di scarsa acidità totale. Isole Canarie Puerto de la Cruz Portogallo Il Portogallo è l'ottavo produttore di vino del mondo, dopo Italia, Francia, URSS, Argentina, Spagna, Stati Uniti e Germania, ma per quanto riguarda la relazione fra produzione media (circa 10.300.000 hl) e superficie totale (360.000 ha), il Paese raggiunge un traguardo importante (28 hl/ha) ai fini qualitativi. L'introduzione della coltivazione della vite si può far risalire ai Romani e ai Greci, o forse ai Fenici. Il suo sviluppo è costante lungo i secoli, fino ai nostri giorni, come è testimoniato da molti documenti medievali, dall'ampia legislazione in merito e dall'esistenza, fin dal 1756, di una prima demarcazione regionale, opera del marchese di Pombal, ministro del re D. José I. La configurazione del Portogallo, le sue caratteristiche geografiche, orografiche e pedologiche danno origine a una grande varietà di climi: quello atlantico, dolce e piovoso, a nord-ovest (Vinhos Verdes), quello continentale secco (Tras-os-Montes, una parte del Douro) e quello mediterraneo a sud (Algarve). La varietà climatica e pedologica, unita alle particolari scelte dei viticoltori, giustifica la diversificazione dei vini ottenuti in ogni regione o in ogni zona di coltivazione. Dal 1908 il Portogallo è suddiviso in otto regioni vitivinicole ben delimitate (a denominazione di origine controllata). Per i vini liquorosi, che per la loro alta qualità sono definiti generosi, ricordiamo: Douro, Moscatel de Setubal, Carcavelos, Madeira. Per i vini da tavola: Vinhos Verdes, Dão, Bucelas, Colares. Queste, e altre regioni per ora in fase di definizione, come quella di Palmela, corrispondono al concetto CEE di V.Q.P.R.D. Anche in altre regioni viticole, non a denominazione di origine controllata, si producono buoni vini; le più importanti sono quelle dei vini , di , di , del e , di , del e di (Algarve). Virgens do Douro Pinhel Bairrada Oeste Estremadura Ribatejo Borba-Vidigueira Lagoa La regione del Douro, una delle prime al mondo a essere delimitata (1756), si trova nel Portogallo settentrionale, a un centinaio di chilometri dalla città di Porto, fra Barqueiros e la Spagna, protetta dai monti di Marão e Montemuro. Il clima è continentale, secco. La temperatura media annuale varia dai 15,8 °C ai 17,1 °C, mentre le precipitazioni oscillano fra i 400 e gli 840 mm. Il terreno è scistoso e presenta intrusioni di granito, calcare e quarzo. Notevole è anche la quantità di ghiaia mescolata con argilla. Douro Pigiatura dell'uva nelle vicinanze di Viseu.