Bulgaria La Bulgaria è situata nel cuore della penisola balcanica, fra il 41º e il 44º parallelo, cioè alla stessa latitudine delle piú grandi zone viticole del mondo, come il Midi francese e l'Italia. Sviluppatasi soprattutto grazie alle favorevoli condizioni climatiche e pedologiche, la cultura della vite in Bulgaria risale ai tempi piú antichi. Sembra che la coltivazione della vite spontanea abbia avuto inizio fin dall'era neolitica (fra il 3º e il 6º millennio prima di Cristo). Sono numerose le scoperte archeologiche che confermano l'esistenza di una vitivinicoltura antica. Troviamo tracce della produzione e del consumo di vino che risalgono al XII secolo a.C., in Omero, al VII secolo a.C., in Archiloco, al IV secolo a.C., in Senofonte. La produzione vinicola nel primo millennio a.C. è inconfutabilmente provata anche da tini fissi scavati nella pietra, che i Traci (IV-III secolo a.C.) utilizzavano per pigiare l'uva; una testimonianza archeologica unica al mondo per il suo immenso valore è il tesoro dorato dei Traci, che consiste in un servizio da vino. Come nell'antichità, anche nell'epoca moderna la vitivinicoltura rappresenta uno dei principali mezzi di sostentamento della popolazione bulgara, grazie soprattutto alle condizioni ecologiche e geografiche favorevoli alla coltivazione della vite. La Bulgaria si trova nella zona temperata (con 4 stagioni), e per questo motivo gran parte del Paese ha un clima continentale moderato, che si addolcisce e si trasforma in marittimo verso la costa del Mar Nero. D'altra parte il clima delle valli di Maritza, Mesta e Strouma è influenzato dall'aria del Mediterraneo, che penetra attraverso la Grecia, sí da renderlo appunto parzialmente mediterraneo. La parte piú importante del Paese gode di 200 giorni di stabilità climatica al di sopra dei 10º C; è quindi favorevole alla coltura della vite, visto che il ciclo vegetativo dei vitigni è di circa 175-185 giorni. Il mese piú caldo (luglio) ha una temperatura media generalmente di 22º C, ma in gran parte delle regioni viticole supera i 23º C. Questo clima favorisce la produzione di vini da tavola bianchi e rossi, di uve da tavola, di vini dolci naturali, in alcune regioni, e di vini moscati in zone collinari. I principali tipi di terreno sono di terra nera, organici (černozem), che formano sulle rive del Danubio una fascia fra i 30 e i 60 km a base di löss (roccia sedimentaria eolica), per trasformarsi a sud, verso i Balcani, in terreni boschivi grigi e grigio-scuri. I terreni boschivi grigi e bruni predominano nella Bulgaria meridionale, con i suoli alluvionali che coprono le valli dei fiumi e con quelli dilavati, ai piedi delle montagne. I terreni bulgari, generalmente profondi, dall'umidità temperata e dal contenuto medio di humus, ricchi di carbonati, fosforo, potassio e ferro, sono piú adatti per la produzione di vini dolci e di vini da tavola pregiati. Poco prima della seconda guerra mondiale, la vitivinicoltura bulgara raggiunse il livello che la caratterizzava prima della diffusione della fillossera. Il rinnovamento avvenne soprattutto sulla base del vitigno Gamza al nord, del Pamid al sud e del Dimiat lungo la costa del Mar Nero. Alla fine del periodo 1931-'38 questi tre vitigni, insieme con il Bolgar, erano coltivati sui due terzi dei vigneti bulgari (75,2% nel 1931). Regolamenti speciali permisero di piantare, accanto ai vitigni locali, alcune fra le piú famose varietà straniere: Cabernet-Sauvignon, Merlot, Alicante Bouchet, Raboso del Piave, Riesling italico, ecc. Nel 1941 si procedette alla prima divisione del vigneto bulgaro in distretti. In seguito ai profondi cambiamenti economici e sociali del secondo dopoguerra, la vitivinicoltura fu completamente riorganizzata e modernizzata. Furono piantate grandi estensioni di vigneti dove vennero impiegate moderne tecnologie industriali. Irrorazione meccanica degli anticrittogamici nei vigneti nella Bulgaria orientale, distretto di Burgas.