Marocco Il Marocco (Maghreb) si affaccia sull'Atlantico e sul Mediterraneo, del quale delimita l'ingresso, nello stretto di Gibilterra. In questo territorio, con il rilievo pressoché centrale del medio e alto Atlante e con temperature medie annue aggirantesi sui 16-19° C, la vite si trova allo stato spontaneo nel Rif, nelle colline adiacenti alla costa mediterranea. La coltivazione si fa risalire alle lontane epoche dei Fenici e dei Romani. L'attuale viticoltura si avvale dell'antica presenza di vitigni tradizionali nel Nord, nel Zerhoum e nel Sud-Atlante, e di quelli moderni, che si estendono principalmente nelle regioni di Meknes e di Fes, Oujda-Taza e Rabat, Casablanca e, in secondo piano, nel sud, nelle zone di Marrakech e Bou Assida. L'attuale superficie, convenientemente ridimensionata (era 75.000 ha nel 1968), si calcola su un totale di 55.000 ha, con una produzione di 2.800.000 q di uva. La produzione vinicola si aggira sugli 800.000 hl, mentre gran parte della produzione complessiva di uva viene consumata allo stato fresco. La popolazione (17 milioni), prevalentemente musulmana, ha un ridotto consumo di vino, mentre l'esportazione si aggira sui 400.000 hl. 1. Regioni viticole del Marocco. Vitigni I vitigni che costituiscono il vigneto tradizionale sono in genere indigeni. Nel Zerhoum sono molto diffusi l' o (bianco) e l' (moscato). Nel Rif si trovano il , vigoroso e molto resistente alle malattie e alla siccità, dall'uva nera adatta all'appassimento, e il (bianco) producente un'uva sia per il consumo diretto sia per la vinificazione. El Biod Zerhouni El Meski Tafirielt Blanc de Rafsai A est della regione di Marrakech, a Sidi Addi, si coltivano i vitigni , dagli acini blu violetti, , a uve nere, che si conservano bene sulla pianta fino a gennaio, e , con uve bianche in grandi grappoli e di elevata produzione. Abbou Asserghine Hadari Fra i vitigni non tradizionali, di recente importazione, che sono diffusi nella quasi totalità dei vigneti moderni, troviamo il , il , il e il , fra i rossi, mentre fra i bianchi, il , , , , ecc. Fra le avversità della vite oltre alle più comuni, crittogamiche, sono piuttosto frequenti quelle provocate da insetti quali l'altica o pulce della vite e di alcune specie di maggiolini. Cinsault Cabernet Carignan Grenache Ximenes Maccabeu Clairette Grenache bianco Vini La maggior parte della produzione marocchina è costituita da vini rossi e rosati e solo in piccola parte da vini bianchi. I vini rossi sono piuttosto alcolici (di 12-14°), di buon corpo, armonici e vellutati. Alcuni possono rammentare qualche buon vino del Rodano o addirittura del Beaujolais. I vini rosati sono di colore poco intenso, limpidi, mediamente alcolici e piuttosto fruttati. I bianchi, invece, piuttosto pesanti, tendono a un precoce invecchiamento e sono di facile ossidazione. Fra i vini (chiaretti molto tenui) sono noti quelli secchi e fruttati di , (a sud di Casablanca) e di , nella regione di Marrakech. Nei dintorni di , e si producono dei vini rossi leggeri, di alcolicità e di corpo, ben armonici e gradevoli. Di questa zona è anche noto un vino da dessert ottenuto dal Moscato. grigi Boulaoume El Jadida Demnate Taza Fez Meknes Nelle zone viticole esistono delle cantine ben attrezzate, moderne e di capienza piuttosto elevata. Fra queste, una supera i 500.000 hl di capienza ed è considerata fra le più grandi cantine del continente africano. Un Ufficio di Controllo (O.C.E.) per i vini destinati all'esportazione è in funzione a Casablanca. Algeria L'Algeria (Al-Djazair) si affaccia sul Mediterraneo, da Orano a Bône, per una lunghezza di circa 1000 km e può configurarsi in tre zone: quella del Tell, più coltivabile, fra la costa e la steppa, quella intermedia, fra gli altipiani e il Tell, e quella degli altipiani veri e propri, delimitati a sud dall'Atlante sahariano. Il clima è temperato per l'azione del mare; le gelate primaverili sono molto rare; le precipitazioni atmosferiche si aggirano tra i 440 mm annui di Orano a quelli di 1100 di Algeri (Al-Djazair). La vite cresce quasi esclusivamente nella zona costiera del Tell e contribuisce, con gli olivi e le palme da dattero, all'arricchimento del paesaggio floristico. Sembrano siano stati i Fenici a introdurre la vite in questo Paese.