Turchia Secondo numerosi studiosi, la Persia e le regioni che confinano con l'Anatolia sono considerate le culle della viticoltura. Gli scavi archeologici di Alacahöyük (tra Ankara e Corum), in Turchia, portarono alla luce alcune anfore d'oro usate per contenere il vino e alcune bottiglie che si fanno risalire agli Ittiti, (2.000 a.C.) Si dice inoltre che i Romani importarono il vino da Ankara. È riportato nell'Iliade e nell'Odissea di Omero (880 a.C.) che la coltivazione della vite nell'Anatolia in quell'epoca aveva raggiunto lo sviluppo di quella greca; soprattutto i vini della Tracia venivano lodati nei poemi di Omero. Durante l'impero Ottomano, l'uva veniva usata soprattutto come alimento, per essere essiccata e per la preparazione del succo e del mosto concentrato. Il vino veniva prodotto solo dai cristiani e dagli israeliti. È da considerare che in questo Paese, nel 1923, fu istituito il regime repubblicano. Il Monopolio della Repubblica Turca incominciò a produrre il vino e a coltivare i vigneti che erano stati distrutti durante la guerra. Inoltre, fornì attrezzature e incentivò la produzione, conferendo premi ai viticoltori. Si richiese l'intervento di esperti enologi, provenienti dalla Francia, allo scopo di fondare un laboratorio di analisi, e, in un primo tempo, per costruire una moderna cantina. In Turchia, i vigneti sono divisi in 9 regioni, i cui dati per il 1977 sono analoghi a quelli dell'O.I.V. (1976-77). I distillati alcolici, in Turchia, vengono prodotti solamente dal Monopolio Statale. Lo stesso ente produce 100-110.000 hl di vino per la produzione di brandy e liquori. Escludendo la tenuta del Monopolio nel Gaziantep, che produce 200 hl, la quantità totale prodotta è di 500.000 hl. Comunque, la produzione totale varia di anno in anno dai 220 ai 300.000 hl. Per compensare la diminuzione del numero di cantine private, il Monopolio Statale Turco ne ha costruite di nuove e ne ha ristrutturate altre preesistenti. Le singole cantine private sono diverse da quelle del Monopolio Statale, dato che la loro capienza è generalmente minore. In confronto a quelle europee, le strutture di queste cantine sono da considerarsi alquanto modeste; le maggiori le troviamo nella città di Izmir (Smirne) e di Ankara. Regioni Superficie vigne (ha) Produzione uve (q) Marmara 47.621 2.702.720 Egea 137.792 8.210.980 Anatolia Centr. — Centro-Nord 87.151 3.033.960 Anatolia Centr. — Centro-Est 75.311 2.604.380 Anatolia Centr. — Centro-Sud 167.428 3.975.740 Anat. Nord-Or. 2.336 58.410 Anat. Sud-Or. 119.220 5.377.290 Mediterranea 155.927 7.339.730 Mar Nero 2.214 164.790 Totale 795.000 33.468.000 La produzione del vino e quella dell'uva riguardano persone diverse: l'enologo non si interessa della coltivazione della vite e viceversa. Questa diversità di incarichi può causare inconvenienti tecnici ed economici. Attualmente, sebbene i prezzi delle uve, delle bottiglie e della manodopera siano aumentati, quelli dei vini bianchi non hanno subito variazioni. I prezzi delle uve vengono stabiliti dal governo. Altre attività di trasformazione assumono costi elevati per i vinificatori; inoltre il basso costo di altre bevande alcoliche, quali il raki, la vodka, il brandy e il whisky fanno diminuire la richiesta del vino. Per questo motivo la tecnologia del vino non si è sviluppata: le cantine hanno mantenuto le loro capienze iniziali e non hanno mai installato apparecchiature moderne. 1. Scena vendemmiale del sarcofago di Eros, scoperto a Tripoli di Siria (Istanbul, Museo Archeologico). Vini Anni fa il numero delle cantine private era 200; ora si sono ridotte a 120; la capienza delle 200 cantine era di 400.000 hl, che è poi diminuita a 190.000 hl. Le cantine dei privati usano contenitori in cemento; solo alcune impiegano recipienti di metallo verniciato e smaltato. Gli strumenti per la lavorazione sono pigiatrici di tipo francese e torchi idraulici che richiedono molti operai. Poiché le cantine private non hanno una grande capacità, non sono in grado di investire in macchinari razionali e solo alcuni produttori impiegano particolari attrezzature di vinificazione ed effettuano l'imbottigliamento. Le cantine del Monopolio, invece, sono munite di macchinari moderni, dato che usufruiscono della sovvenzione governativa, e i contenitori sono in acciaio inossidabile, in cemento o in metallo smaltato.