Iran Si ritiene che nel passato la vite prosperasse in questo territorio più che non nei tempi attuali e lo testimonierebbero reperti preistorici e l'antica letteratura enoica, che ebbe la maggior espressione nel grande poeta Omar Khayyam (seconda metà del XI secolo). Anzi, secondo antichissime leggende persiane, il vino sarebbe stato per la prima volta prodotto in questo Paese. Dall'Iran, antichissimo rifugio di molti vegetali nei periodi delle glaciazioni, la vite si sarebbe diffusa in altri Paesi e la presenza attuale di ceppi selvatici, in molte regioni di questo Paese, potrebbe avvalorare questa supposizione. Il clima è di tipo subtropicale nelle vicinanze del Mar Caspio e molto caldo e asciutto nelle regioni che si affacciano sul Golfo Persico, mentre è continentale sugli altopiani steppposi e deserti. La produzione viticola, destinata quasi totalmente alla consumazione diretta come uva da tavola o uva passa, si è potenziata abbastanza vistosamente in questi ultimi tempi. La superficie coltivata a vite si aggira (1977) sui 160.000 ha, con una produzione di uva totale di 8 milioni di q (dei quali 620.000 q di uva passa e 300.000 q di uva da tavola). Questo Paese, infatti, sembra sia stato la patria originaria di una varietà molto importante per la produzione dell'uva passa, la . L'uva passa viene anche molto esportata (455.000 q). Sultanina bianca Essendo la quasi totalità della popolazione di religione musulmana di rito sciita, la produzione vinicola ha poca importanza (circa 4.000 hl). Uno dei vini iraniani più conosciuto è lo , ricordato anche da Marco Polo, che viene ancora conservato in giare di terracotta (le ) della capacità di 120 l. Schiraz guarabars È anche noto il profumato vino del che si prepara, fra l'altro, con macerazione dei fiori delle violette. Kurdistan Iraq Il territorio iracheno comprende la grande depressione mesopotamica percorsa dai due fiumi Tigri ed Eufrate e parti del tavolato desertico dell'Arabia e della Siria. Il clima con caratteri di continentalità è piuttosto freddo in inverno e caldissimo in estate. La piovosità, scarsissima, è solo invernale. La superficie totale destinata alla coltivazione della vite è stimata, dalle statistiche vitivinicole mondiali dell'O.I.V., in 19.000 ha, con una produzione complessiva di 660.000 q di uve (1977), destinate al consumo diretto; vi è però anche una notevole produzione di uva passa. Scarsa la produzione di vino. Afghanistan Montuoso e arido, questo Paese racchiude piccole zone fertili nelle vallate dei fiumi dove l'irrigazione può sopperire alle esigue precipitazioni (meno di 50 mm annui!). La superficie irrigata si estende man mano che gli sbarramenti vengono costruiti sui fiumi Helmand, Arghandab, Hari rud e Kabul. La superficie vitata è di circa 110.000 ha (1977), con una produzione di uva aggirantesi sui 3.900.000 q, dei quali 1.925.000 sono destinati alla pigiatura e 1.600.000 al consumo diretto come uva da tavola fresca e uva passa. L'Afghanistan, fra l'altro, esporta dei quantitativi piuttosto notevoli di uva da tavola e di uva passa. Pakistan Questo Paese con antica tradizione viticola ha attualmente una superficie vitata di soli 2.000 ha, con una produzione di uva di 280.000 q, quasi totalmente consumata allo stato fresco. India Fin dalla più remota antichità gli indiani conoscevano la vite e il vino, che erano, però, usati a scopo medicamentoso o per cerimonie religiose. Nella regione del Cashmir, il Sultano Akbar fece piantare grandi vigneti, dove ancor oggi in parte sussistono. Nel passato erano famosi i vini di Golconda (Hyderabad) e Surat. I più noti di Golconda erano l' (rosso maderizzato), il (bianco di pregio) e il (più corrente, bianco e rosso). Opiman Katchebourie Kawaurie Attualmente, la vite viene coltivata negli Stati di Anda Pradesh (Hyderabad), di Maharashtra (Bombay) e di Karnataka (ex Mysore) con capitale Bangalore.