Cile La storia della viticoltura cilena, come quella di altri Paesi ispanoamericani, trae origine dall'epoca coloniale. Secondo i cronisti dell'epoca fu il sacerdote Francisco de Carabantes che, nel 1548, introdusse in Cile le prime viti, mentre il primo viticoltore del Paese fu Francisco de Aguirre, che coltivò il suo primo vigneto nella provincia di Copiapó, 800 km a nord di Santiago, ottenendo il raccolto inaugurale nel 1551. Nel 1554 don Juan Jufré, che successivamente fonderà la città di San Juan in Argentina, possedeva già importanti vigneti nella località oggi occupata dal comune di Ñuñoa, a sud-est della capitale. Senza dubbio la vite trovò in questo Paese condizioni eccezionalmente favorevoli alla sua acclimatazione e al suo sviluppo. Il sacerdote gesuita Alonso de Ovalle nella sua riferisce che verso il 1646 le vendemmie avevano luogo in aprile e da esse si ottenevano vini tanto eccellenti quanto abbondanti. Histórica Relación del Regno de Chile In verità i vini cileni raggiunsero grande notorietà durante il colonialismo, tanto che si esportavano in diverse città della costa del Pacifico. Fra la fine del XVII e l'inizio del XVIII secolo la fama dei vini cileni oltrepassò le frontiere del Paese: il primo dato statistico al riguardo che ci è dato riscontrare, corrispondente al quinquennio 1784-1789, segnala esportazioni di vino e liquori cileni per la somma di 310.666 pesos oro (Rodrigo Alvarado Moore). L'autore citato, ricercando le origini e la probabile ascendenza del vitigno , tipico di questa regione e ampelograficamente assai simile alla americana e alla argentina, convalida la certezza tecnica della sua derivazione dalle prime talee introdotte dal conquistatore spagnolo. Successivamente, nel 1851, il viticoltore Silvestre Ochogavía promosse e attuò l'importazione di vitigni come , , (diffuso in Cile con il sinonimo di ), , , ecc., i quali, insieme all'uva costituiscono il patrimonio viticolo del Cile. "Queste varietà — sostiene il Moore — sono senza dubbio le uniche prefillosseriche del mondo: flagello sconosciuto in Cile". país mission criolla Cabernet Pinot Malbec cot Merlot Riesling país I vigneti cileni, al secondo posto in Sudamerica per estensione, coprono l'1,9% dell'area coltivabile. La superficie viticola totale è (1977) di 116.000 ha, con una produzione di 11.088.000 q di uva e 6.126.000 hl di vino. Della superficie piantata a uva da vino, poco meno della metà viene coltivata su terreni irrigabili. Fra le varietà più diffuse si trova l'uva , con circa il 50% della superficie totale, seguita da Semillón, Cabernet e . país cot La legislazione cilena, caso eccezionale in Sudamerica, prevede la delimitazione in zone dei suoi vigneti; anche se le zone non sono ancora state definite legalmente, esiste sul problema un generale consenso. Esistono anche due proposte: quella di Rodrigo Alvarado Moore e quella segnalata da Alejandro Hernandez. Quest'ultimo, sulla base di considerazioni ecologiche e colturali che si aggiungono a quelle esposte da Rodrigo Alvarado Moore, individua una zona del Nord estremo o Nord grande, la zona Pisquera, la zona irrigata, la zona di transizione e la zona non irrigata, che si suddivide a sua volta in tre zone: della Costa, di Cauquenes e a sud del fiume Nuble. 19. Regioni viticole del Cile.