Sono quelle più usate, per le loro caratteristiche antiacide. Presentano anche la proprietà di rammollire col calore, assumendo la forma loro data. Possiedono una elevatissima resistenza agli acidi, ai sali e alle basi. Sono insensibili agli agenti atmosferici, non invecchiano, sono dotate di ottime caratteristiche dielettriche e possono essere tinte con qualsiasi colore. Altre resine sono le gliceroftaliche, le polistireniche, le polietileniche. L'importante è poter scegliere caso per caso il tipo più adatto a ciò che si vuole fare, tenendo presente che dovranno sempre essere completamente inodori e inerti nei confronti del vino. Vanno largamente diffondendosi nel settore enologico, sia per i loro propri vantaggi, sia per l'alto costo che tuttora presenta l'acciaio inossidabile. Questo tipo di rivestimento interno presenta due caratteristiche importantissime: risponde alle esigenze enologiche, cioè è inerte rispetto al vino, e quindi non lo inquina; è un tipo di rivestimento funzionale perché non si deteriora e non si stacca facilmente. In particolare questi sono i suoi vantaggi: non pone limiti nelle dimensioni dei serbatoi da rivestire; si applica facilmente; è ad alta adesività; per l'applicazione nelle vasche di cemento non richiede che l'intonaco sia rifinito liscio; il rivestimento è speculare, compatto; si può lavare con qualsiasi detersivo e il grado di pulizia è facilmente controllabile dalla brillantezza della sua superficie; è inerte chimicamente, per cui il vino viene preservato da inquinamenti ad opera di metalli; si evita il danneggiamento delle vasche, soprattutto in presenza di anidride solforosa; è privo di zone di attacco per muffe e non permette l'adesione del tartaro; la stessa vasca, dopo un lavaggio, può essere usata per qualsiasi tipo di vino o liquido alimentare; le riparazioni sono facili. Presenta alcuni inconvenienti, rispetto al cemento: non vi aderisce se questo non è perfettamente asciutto; ha un coefficiente di dilatazione termica circa 5 volte superiore a quello del conglomerato cementizio. Rispetto all'acciaio comune, invece: non ha una buona adesione se non su una superficie piuttosto ruvida, che si deve adeguatamente predisporre; ha coefficiente termico 4-7 volte superiore a quello del ferro. Per ovviare a questi inconvenienti, si consiglia di applicare, nel primo caso, almeno due strati, mentre, nel secondo, almeno tre strati, per assicurare la continuità del film protettivo. L'ultimo strato deve avere la caratteristica essenziale della idoneità al contatto con le sostanze alimentari, secondo le disposizioni di legge. È necessaria una collaborazione attiva fra l'ingegnere e l'enotecnico, per garantire il perfetto uso di questa innovazione. Resine poliviniliche Vernici epossidiche Recipienti isolati per vino refrigerato Un particolare accenno deve essere fatto per questo genere di recipienti, oggi entrati nell'uso comune in tutti gli stabilimenti vinicoli. Lo scopo essenziale di questi recipienti consiste nel mantenimento della temperatura del vino a −4°C −6°C per un periodo di tempo di 7-8 giorni, considerando solo una perdita di 0,2-0,3°C nelle 24 ore, al fine principale di ottenere la precipitazione del tartrato di potassio. Tali recipienti in metallo, in cemento, o in vetroresina, vengono accuratamente isolati. Il materiale tradizionale di rivestimento è rappresentato dal dalla e, modernamente, dai materiali plastici porosi di e Questi recipienti, oltre al comune sportello e chiusino, devono avere anche un controsportello e un controchiusino isolati. sughero, pomice resine sintetiche polistirolo espanso.