Con una masterclass di Friulano – il primo vino messo in bottiglia nell’anno 1990 - l’azienda Muzic di San Floriano del Collio (Gorizia) ha voluto ripercorrere quasi 40 anni di attività vinicola. L’azienda, che oggi conta 28 ettari destinati per il 92 per cento a bacca bianca e mette sul mercato 130 mila bottiglie all’anno, è concentrata su sette etichette: sei vini monovarietali e un uvaggio. Fabijan Muzic e il fratello Elija recentemente hanno raccontato il percorso aziendale iniziato con la piccola superficie coltivata dal nonno per poi vederla implementare con l’impegno del padre Giovanni e infine allargarsi ulteriormente negli ultimi anni. In cantina lo storico cemento è stato sostituito dall’acciaio perché – come ha spiegato Fabijan – “riteniamo che sia nella neutralità del contenitore il miglior modo di produrre il vino. La qualità non si persegue con i recipienti della cantina, ma con la bontà delle uve che arrivano dal vigneto e la competenza del vignaiolo”. La “ricetta” dei Muzic per il Friulano è relativamente semplice: macerazione a freddo delle uve e cinque mesi di batonnage aspettando la lisi dei lieviti evitando la trasformazione malolattica (“L’acidità del tocai friulano non è elevata e il malico va preservato perché utile alla dinamicità del sorso”). La verticale ha visto stappare il Tocai friulano 1999 assieme all’annata 2007 per coinvolgere - con il nuovo nome di Friulano in etichetta - i millesimi 2009, 2013, 2016 e 2021. Tutti vini in perfetta forma e dinamici a testimoniare la capacità delle uve tocai – vitigno rustico che ben sopporta anche la siccità – di affrontare percorsi di invecchiamento utili a valorizzarne le caratteristiche aromatiche aumentando la complessità olfattiva senza mettere a rischio l’armonia del sorso. La giornata a casa Muzic è stata anche l’occasione per presentare a tecnici e giornalisti l’annata 2023 del Collio bianco da uve autoctone delle aziende che si sono raggruppate nel progetto che punta a valorizzare l’uso delle varietà della tradizione ovvero tocai friulano, malvasia e ribolla gialla. L’iniziativa, della quale i Muzic sono stati generosi interpreti, coinvolge al momento tredici produttori del Collio, un numero che appare destinato a crescere. Il Collio bianco da uve autoctone è una scelta che, secondo l’impostazione produttiva dei partecipanti, rispetta la tradizione e contribuisce a dare ai vini un’identità precisa e riconoscibile. La cantina di San Floriano ha voluto ripercorrere quasi 40 anni di attività vinicola: bottiglie in perfetta forma, compreso il Tocai del 1999. E avanza il progetto del blend da uve autoctone