Il Gusto della Gita UDINE, IL FRIULI CONTEMPORANEO Flavia Virilli Tra Tiepolo, osterie, rogge e antichi mestieri, un viaggio nelle ricchezze a volte esibite, altre volte nascoste di un capoluogo che non ha mai perso il filo della propria identit . E che a ogni settembre, con Friuli Doc, fa festa insieme a un intero territorio U dine ha una qualit non cos comune alle citt di provincia. Ha saputo cambiare senza perdere il filo della propria identit . Basta guardarla dal colle del Castello, con i tetti raccolti in basso e le montagne a chiudere l orizzonte, per riconoscere le molte vite e le innumerevoli storie che si sono stratificate nel suo paesaggio urbano. Venezia rimasta nelle pietre, nei portici, nel leone di San Marco. Qua e l affiora poi una cifra ora austera, ora D co, decisamente mitteleuropea. Infine c il Friuli storico, naturalmente. Non quello fissato nell iconografia dei fogol rs o nelle collezioni etnografiche, ma una matrice pi profonda, ancora viva, che riaffiora nei gesti, nei sapori, nei mestieri e nelle forme della citt contemporanea. La si ritrova nei prodotti e nei piatti, nel vino e nelle osterie, nella manualit delle botteghe, perfino in un certo modo di concepire il bello. Sarebbe, tuttavia, un errore cercarla soltanto nel passato. Udine non si limitata a conservare quella matrice. L ha tradotta nel presente, attraverso cuochi, artigiani e ristoratori che ne hanno rinnovato le forme senza recidere il legame con l origine. Qui il frico pu restare frico e, pochi chilometri pi in l , diventare materia di riflessione per una cucina da due stelle Michelin. Il tajut continua a essere un gesto quotidiano mentre le carte dei vini si aprono al mondo. Un telaio antico produce oggetti contemporanei. 79