Dalla Francia al Friuli con i dolci nel cuore di Simona Attico Quella di Chiara Selenati e del blog è una storia che intreccia fili personali e professionali con l’obiettivo di promuovere e comunicare la sua passione per la cucina. È il racconto di una giovane donna che ha coltivato il suo interesse per la pasticceria dalla Carnia alla Francia et retour, e che ha saputo fare tesoro di nuove dimensioni esperienziali senza sradicarsi, tenendo saldo il legame con le tradizioni. That’s Amore La prima scintilla tra Chiara e l’arte dolce scoppia in tenera età. Il timore di un futuro professionale poco appagante nel campo della ristorazione, però, la dissuade dalla prospettiva di iscriversi alla scuola alberghiera: si diploma al liceo linguistico e completa la sua formazione all’Università, scegliendo di perfezionare lo studio con un’esperienza in Francia. Così, per sfidare se stessa in un contesto diverso dalla piccola Sutrio, si trasferisce nella vivace cittadina universitaria di Clermont-Ferrand. La seconda scintilla si accende, per caso, su una pista di atletica: Olivier, il ragazzo francese conosciuto alla Casa dello studente, diventa ben presto il suo compagno (oggi marito e padre dei suoi figli) e rappresenta lo stimolo per restare stabilmente in Francia. Qui scopre la pasticceria di alto livello, inizia a studiarne i sapori e ne sperimenta consistenze e unicità dentro le mura di casa, rendendo la famiglia e gli amici testimoni delle sue creazioni. L’idea del blog nasce così, è la risposta alla costante richiesta degli amici commensali di condividere le ricette assaggiate durante le cene in compagnia. Chiara Selenati Il primo blog vede la luce nel maggio del 2007 in lingua francese, per costruire un patrimonio culinario condiviso e replicabile. Da allora si è progressivamente popolato di ricette nuove, inizialmente destinate a un pubblico francese, con i grandi classici – dolci e salati – della cucina italiana, non senza qualche rivisitazione. La semplicità dei piatti, la disponibilità di Chiara e l’avvento dei social hanno fatto decollare ben presto il blog che nel 2012, complice il rientro in Friuli con tutta la famiglia, cambia pelle. Interamente editato in lingua italiana, diviene per Chiara qualcosa di più di un hobby e la porta a perfezionare le sue abilità. Si iscrive al Civiform per affinare le sue competenze, fa un corso di per imparare a veicolare un senso di gusto oltre all’estetica dei piatti. Alimenta la sua ispirazione, sperimenta, mescola la tradizione italiana con quanto appreso in Francia senza mai rinunciare alla semplicità, vera forza del suo blog. Ben presto l’impegno di Chiara porta That’s Amore all’attenzione di importanti aziende (Rigoni di Asiago, Silikomart e Toschi Vignola) che le chiedono di collaborare per realizzare ricette in grado di valorizzare i loro prodotti. Nel 2019 un sogno diventa realtà: pubblica il suo primo libro “La mia pasticceria francese” che ha come protagonisti i dolci, non senza un riferimento alle torte salate. L’elemento che sancisce l’ulteriore evoluzione personale e professionale di Chiara è la storia d’amore tra lei e il suo territorio d’origine, la Carnia. Rientrata a casa, ha riscoperto il sapore autentico delle antiche ricette friulane e, tra le tante, ha scelto di far rivivere quella dei cjarsons. Oggi, la ricetta scritta dalla nonna su un foglio di carta con la penna rossa rivive e prende forma tra le mani di turisti di tutto il mondo che Chiara accoglie aprendo le porte di casa, insegnando loro a preparare i ravioli tipici della cucina povera di Carnia. food photography La riscoperta delle tradizioni ha poi trovato spazio nel libro “Menù per due” che, oltre a raccogliere suggerimenti per cucinare nelle occasioni speciali con gli abbinamenti dei vini italiani curati dai sommelier Ais, richiama le ricette della montagna friulana. Cosa le riserverà il futuro Chiara non lo sa. Non c’è fame di popolarità, né brama di successo in lei, che continua a coltivare la sua passione destreggiandosi tra la famiglia e il lavoro da impiegata in un’azienda che commercializza prodotti per l‘arte dolciaria. Si pone al servizio della cucina con delicato rispetto, senza volerla dominare, come messaggera del suo potente significato culturale, sociale ed emotivo. E forse è proprio in questa sua umiltà il segreto del suo successo.