DISTILLATI

Ripensare il mezcal

È molto probabilmente il primo, in ordine di tempo, distillato prodotto nelle Americhe, antecedente all’arrivo degli europei. E ancora oggi, quando è prodotto con metodi artigianali, il mezcal rivela il suo profondo legame con la terra e con una pianta che, nelle sue molteplici varietà, sa offrire infinite sfumature organolettiche

di MAURIZIO MAESTRELLI
foto di PABLO MEKLER
images/81_a.webp

Si fa presto a dire mezcal. Certo il distillato messicano sta vivendo una stagione positiva, godendo di un notevole successo commerciale negli Stati Uniti, e anno dopo anno guadagnando attenzione in Europa tra bartender, importatori e appassionati. Tuttavia resta ancora molta strada da fare per capire bene che cosa si debba intendere quando si parla di mezcal soprattutto per cancellare quel luogo comune, in voga fino a qualche anno fa, che il mezcal sia fondamentalmente un distillato piuttosto ruvido, dominato da sentori di fumo e nelle cui bottiglie riposa il “gusano”, quella larva che, un tempo, l’inghiottire con l’ultimo sorso costituiva quasi una prova di virilità per almeno una giovane generazione di italiani. Niente di più lontano dalla realtà.