Se il clima è molto asciutto, addirittura arido come in alcune zone in Australia, Spagna, Cile e Turchia, oppure nelle annate molto calde e con poca pioggia, può essere necessario ricorrere all’irrigazione artificiale.
In passato, dove possibile, si faceva ricorso all’irrigazione per scorrimento in fossi, che però è poco sostenibile per i grandi volumi d’acqua richiesti. Oggi si fa invece ricorso all’irrigazione a goccia, con tubi disposti lungo i filari o interrati, che attraverso piccoli fori distribuiscono piccole quantità d’acqua, per garantire una buona umidità del suolo senza sprechi. In Italia molti disciplinari di produzione vietano qualunque intervento d’irrigazione artificiale, se non per gli interventi di soccorso. Nelle annate molto calde e asciutte e nelle zone meno piovose, l’irrigazione non va però più vista come una pratica di forzatura della vite, ma come uno strumento per mantenere l’equilibrio qualitativo tra acidi e zuccheri nell’uva.