Italians do it better.

Bruno Petronilli

Grandi insegne dell'alta gastronomia mondiale, luoghi di culto, che in Europa brillano di luce propria: siamo a Barcellona, Parigi, Londra, Oslo. Ma c'è un sottile fil rouge che li unisce, perché dietro l'abbagliante splendore di prestigiosi ristoranti batte un cuore solo italiano. Non è un fenomeno raro: dal nostro paese, infatti, da sempre frotte di giovani cuochi partono per affollare le brigate di tutto il mondo. E spesso arrivano a vestire i galloni del secondo o del resident chef, occupando stabilmente il vertice e indossando la toque del capo Chef.