focus MIXOLOGY: VERALa soluzione al GLORIA? calo dei consumi dei distillati passa solo in parte attraverso il bere miscelato. L opinione di tre produttori l di Raffaele Foglia La grappa non pi di moda, il gin invece di tendenza, e il whisky italiano la novit in ascesa. E poi: s ai cocktail, ma anche al bere low alcol. Tutto vero? Tutto cos semplice? No, affatto. Che ci sia stata una contrazione nelle vendite dei distillati, questo indubbio. Negli ultimi anni la mixology sicuramente stata una valvola di sfogo per cercare di superare questo momento di difficolt . Ma il ragionamento decisamente pi complesso, soprattutto guardando al futuro. Quindi, proviamo a mettere un po d ordine. Un analisi del momento arriva da Andrea Maschio, titolare e 34 Ieri, oggi, domani anima della storica distilleria Bonaventura Maschio di Gaiarine, in provincia di Treviso: «In questo momento spiega c un po di rallentamento per quasi tutti quei prodotti bevuti lisci. E continuer anche per i prossimi due anni. I dati che abbiamo, anche in Ho.re. ca., sono abbastanza netti». Questo per il consumo nei locali. «Ma nelle case esattamente il contrario, la situazione migliora. La grappa pi in casa». La mixology diventa quindi importante per le distillerie italiane in un ambito di allargamento di orizzonti. «Attenzione, per segnala Andrea Maschio non basta fare un grappa tonic per avere un successo planetario. Come Bonaventura Maschio ci siamo estesi a tutte le produzioni per allargare il nostro portfolio, per andare a conoscere un mondo che non era direttamente il nostro, per allargare le nostre possibilit ».
MIXOLOGY: È VERA GLORIA? – Perché il bere miscelato può non essere la soluzione