MIGLIOR SOMMELIER D'ITALIA Andrea Gualdoni. Il destino in un gewürztraminer di VALERIA MULAS Torna in Lombardia il titolo più ambito con , già sommelier a St. Moritz e Shanghai. In finale anche i lombardi Artur Vaso, Andrea Montini, Cristian Russomanno e Pietro Sangiorgio Andrea Gualdoni Occhi luminosi e spalle strette, Andrea Gualdoni ha la faccia pulita dei bravi ragazzi e gli occhiali a sottolineare un'attitudine allo studio, che si fa presto spazio tra le parole. L'appuntamento è in un caffè di Milano, dove arriva con la divisa d'ordinanza AIS in perfetto ordine. Brilla la spilletta d'oro dei sommelier professionisti, ma la si nota molto dopo il suo sorriso, che ha una calda capacità attrattiva. Andrea, classe 1994, ha qualcosa di timido, quasi un retaggio bambino di compostezza e ordine, eppure la sua passione è una valanga incontenibile. «Era il 2015 quando a una cena con amici arrivò la folgorazione davanti Classe 1994, Andrea Gualdoni è nato a Treviglio, in provincia di Bergamo. Ragioniere, ex dipendente in un punto vendita di grande distribuzione a Crema, ha cambiato vita grazie alla grande passione per il mondo del vino con il conseguimento del diploma di sommelier a inizio 2019. Da quel giorno tanti successi e una carriera in grande ascesa. ad un calice di gewürztraminer: non credevo potesse esserci una tale unicità e una tale intensità di profumi». Quella scintilla segna ciò che Andrea definisce la "predestinazione" di un semplice ventunenne che all'epoca gioca a calcio da professionista e preferisce un buon gin tonic al vino: «Predestinazione. Altro non saprei dire, perché ero un ragazzo molto lontano dal mondo del vino e quello che è successo in soli cinque anni, non credo sia spiegabile in altro modo. Ci sono cose che non sappiamo capire, ma accadono, e a me è successo con il vino». Il motore della curiosità si è acceso su un vino aromatico e si mantiene caldo tra le corsie del beverage del supermercato a Crema dove lavora. QUANDO L'AIS CAMBIA LA VITA