MONDOVINO Sessant'anni di Nuovo Mondo di ILARIA RANUCCI Rivoluzioni, controrivoluzioni, momenti di crescita e venti di crisi Continuiamo a chiamarlo "Nuovo Mondo" del vino, ma a guardare bene gli ultimi sessanta anni spesso hanno avuto una dinamica non dissimile dai Paesi di più lunga tradizione, almeno per quanto riguarda il vino di qualità. E qualche volta ha anche fatto da battistrada. Questo, in parte, perché anche i Paesi di più lunga tradizione nel mondo del vino si sono dovuti riprendere, nel Secondo dopoguerra, da un lungo periodo di difficoltà. E anche perché la possibilità di viaggiare e conoscere ha reso il mondo più piccolo, consentendo ai produttori di vino di oltreoceano di chiudere presto il gap con i propri Paesi di riferimento: non poche eccellenze nel nuovo mondo sono nate dalla forte ammirazione per i vini di Bordeaux e Borgogna. E lo scambio è stato reciproco, basti pensare all'importanza di centri di ricerca come la University of California Davis o la University of Adelaide in Australia e al fenomeno dei flying winemakers. Impossibile non guardare ai sessanta anni tra il 1960 e il 2020 come un periodo di grandi successi, anche se si sono chiusi su note di crisi e perduranti incertezze. Del resto, all'inizio degli anni '60 c'era davvero, per il mondo del vino, ancora moltissima strada da fare.