IL PIATTO LOMBARDO Mondeghili, irresistibile attrazione di ANDREA GRIGNAFFINI Le appetitose polpette milanesi, di antica origine spagnola, sono uno dei piatti più iconici della cucina meneghina e, naturalmente, non mancano varianti e interpretazioni da parte degli chef "Specie di polpette fatte con carne frusta, pane, uovo, e simili ingredienti". Risale al 1839, la definizione che Francesco Cherubini, nel suo dizionario Milanese-Italiano, fa di uno dei piatti più iconici della cucina lombarda, i Mondeghili, piccole prelibatezze che attraverso differenti culture ed epoche son giunte fino a noi, riconquistando, specialmente in tempi recenti, un'incredibile popolarità. Forse perché i Mondeghili, oltre a essere buonissimi, sono emblema di quella cultura del recupero alimentare che la nostra società ha finalmente riscoperto e sta valorizzando sempre più, anche in riferimento all'alta cucina. Ma partiamo dall'inizio della storia, da quella Milano tardo medievale dominata dagli Spagnoli le cui usanze incisero tangibilmente su tanti aspetti della vita dei milanesi, cucina inclusa. È in questo periodo che nelle trattorie e locande meneghine comincia a diffondersi un piatto iberico ispirato alle arabe al-bunduc (palline fritte di carne macinata), le albóndigas a base di carne tritata ricavata da avanzi cotti di manzo e maiale, servite sotto forma di polpette fritte. La semplicità e la saporosità di questa preparazione nata dal bisogno di sfamarsi in un periodo dilaniato da peste, guerre e carestie, conquistano le famiglie milanesi che con i resti di bolliti, arrosti e stufati, imbandivano nuovamente la tavola.