Stati Uniti d'America La storia della vitivinicoltura degli Stati Uniti si sovrappone a quella della California e la strada per arrivare alla situazione attuale è stata lunga, iniziata con circa due secoli di ritardo rispetto ai paesi dell'America del Sud. Sembra lontanissima l'epoca in cui, nel 1769, il monaco francescano fondò la missione di San Diego de Alcala a San Diego e mise a dimora il primo vigneto di , uva a bacca nera importata dal Messico, rinominata in loco , che dominò la produzione californiana fino al 1880. Non tutto è stato facile, perché qui si coltivava soprattutto la , con tratti selvatici e . Un altro grande ostacolo è stato , che determinò un repentino declino della coltivazione della vite: nel periodo 1919-1925 la produzione di vino diminuì del 94% e tra il 1920-1933 il numero delle cantine scese da più di 2500 a un centinaio. Gli effetti del proibizionismo non finirono con la sua abrogazione, perché aveva causato la decimazione delle cantine e la diffusione di vini di scarsa qualità. La ripresa fu un percorso lungo e difficile e il numero delle aziende vinicole tornò a quello del periodo antecedente il proibizionismo solo dopo la metà degli anni '80. Junípero Serra criolla mission fino al '900 Vitis labrusca foxy il proibizionismo Skyline di New York, dominato dall'elegante architettura del Chrysler