Israele

I profondi legami di Israele con il vino trovano conferma nei numerosi riferimenti presenti nella Bibbia, ma la viticoltura moderna nacque nel 1848, con la fondazione della cantina di Rabbi Shore. Il vero padre della vitivinicoltura di questo paese fu però Edmond de Rothschild, già proprietario di Château Lafite nel Médoc, che nel 1882 finanziò la realizzazione della cantina Carmel.

Fino al secolo scorso i vini israeliani, prodotti secondo i dettami Kosher, erano consumati quasi esclusivamente durante le funzioni religiose e le festività tradizionali. Solo dagli anni '80 la viticoltura ha acquisito una certa importanza commerciale, con un discreto export in alcuni paesi del mondo, USA e Canada su tutti.

La filosofia produttiva dei vini israeliani si ispira a quella francese, basata soprattutto su vini rossi da monovitigno o blend bordolesi invecchiati in barrique, e su vini bianchi preferibilmente elaborati in acciaio, con l'eccezione di qualche Chardonnay di alta fascia, con decisi ricordi tostati legati al passaggio in legno. La produzione è di quasi 40 milioni di bottiglie l'anno, anche se il consumo interno è limitato a 7 l/procapite/anno.

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Gerusalemme - Il Muro del Pianto