Il servizio dei distillati I distillati, o acqueviti, celebrano il termine di un pasto, anche se talvolta possono essere utilizzati per audaci accostamenti ai cibi, come per esempio un’acquavite d’uva abbinata a un crudo di pesci marinati. La discriminante principale che indirizza la temperatura di servizio è l’evoluzione e l’affinamento in legno. Distillati incolore, consumati giovani o come provengono dall’alambicco, dovrebbero essere serviti a temperature più basse, mentre quelli che trascorrono lunghi anni in legno, come un grande vino rosso, dovrebbero essere serviti a temperature più alte, per garantire espressività alla complessità aromatica acquisita nel tempo. La decisione di servire freddi alcuni distillati aiuta a mitigare la percezione di bruciore alcolico. La temperatura di servizio deve trovare il punto di equilibrio tra perfetta e completa apertura aromatica e percezione alcolica. Al palato questa caratteristica sarà un pochino meno evidente, pur non limitando l’espressività del distillato, che apparirà più beverino e fresco, aumentando il piacere e stimolando il sorseggio. Pancia ampia, stelo corto e apertura stretta: sono le caratteristiche del classico bicchiere per la degustazione dei distillati. LA GIUSTA TEMPERATURA DI SERVIZIO PER I DISTILLATI 3-5 °C Distillati di cereali non invecchiati, come vodka e gin consumati lisci. 6-8 °C Distillati di frutta non invecchiati, tipici delle aree sub alpine, Austria, Svizzera e Alto Adige e dei territori di confine tra Francia e Germania, come l’Alsazia, ottenuti da ciliegie, pesche, albicocche, pere e molti altri frutti. 10-12 °C Grappe bianche giovani, acquavite d’uva, tequila joven, rum chiari. 12-14 °C Distillati affinati brevemente in legno, come alcuni whisky irlandesi e alcuni whiskey nordamericani, Calvados VS, tequila reposado, grappe affinate. 14-16 °C Distillati mediamente evoluti in legno, come Cognac e Armagnac VS e VSOP, Rum Anejo, grappe barricate, Bourbon whiskey, Blended Scotch whisky, Brandy. 16-18 °C Distillati di grande evoluzione, raffinati e complessi, come Cognac e Armagnac XO, Brandy de Jerez Solera gran reserva, Single Malt Scotch whisky, Rum Vieux Agricole, whisky giapponesi evoluti. Calici e bicchieri per i distillati differiscono da quelli adatti al vino per la forma e, soprattutto, per la dimensione. Ogni forma di bicchiere valorizza aromi e sapori di ciascun distillato. È preferibile che abbiano lo stelo, anche se non è necessario che esso sia molto lungo. • Il è un bicchiere per degustazione in vetro sottile caratterizzato da stelo, fondo ampio e tondeggiante e un’apertura ampia che permette di apprezzare a pieno tutte le profumazioni di un distillato. ballon (o snifter) • Il è un piccolo calice con stelo ideato appositamente per bere il distillato nazionale per eccellenza, ma anche per servire un’acquavite o un cognac. Ha una base piuttosto panciuta e un’apertura molto più ristretta che riesce a racchiudere al meglio tutto il gusto della grappa. bicchiere da grappa • Il , spesso presentato come bicchiere da whisky, ha una conformazione molto particolare che permette a distillati come il whisky di ossigenare e sprigionare tutti gli aromi. Il fondo è spesso e solido e l’apertura più stretta e sottile per catturare al meglio le fragranze del liquore. Glencairn • Il è uno dei bicchieri più utilizzati nell’american bar per servire liquori sia dolci sia amari con il ghiaccio, come rum o whisky piuttosto giovani. tumbler basso Dalla grappa al rum, dal whisky al Brandy, i bicchieri per i distillati differiscono molto per dimensioni e forma dai bicchieri per il vino.