Uve e vitigni Per vitigno si intende una varietà di vite con specifiche caratteristiche, definite sia tramite l’osservazione a occhio nudo, sia analizzandone la composizione e la struttura molecolare. Le differenze sono stabilite dall’ampelografia, trattata in precedenza; ogni varietà ha diverse attitudini colturali ed enologiche, oltre a interagire con la diffusione geografica e con le tradizioni locali. Una prima grande distinzione può essere fatta tra i vitigni autoctoni, cioè originari di un determinato territorio, e gli alloctoni (o internazionali), cioè quei vitigni che hanno trovato origine altrove ma hanno conosciuto una diffusione pressoché globale. L’Italia è uno dei Paesi con il maggior numero di vitigni autoctoni, pur avendo accolto una grande quantità di vitigni internazionali che in molte aree hanno trovato un habitat d’eccellenza. Il numero complessivo di vitigni inseriti nel registro nazionale delle varietà di vite (al 2022) è di 605 varietà da vino e 183 varietà da tavola. Nel mondo il numero delle varietà da vino sfiora i 1400. Da un punto di vista ampelografico le uve si distinguono in bianche, nere e rosa o grigie. Tra le prime, alcune tra le più note e diffuse sono Chardonnay, Pinot Bianco, Trebbiano, Sauvignon Blanc. Tra quelle a bacca nera sono molto diffuse e qualitative Cabernet Sauvignon, Merlot, Syrah, Tempranillo, Sangiovese, Grenache e Pinot Nero. Quelle a bacca rosa o grigia sono solo una dozzina nel registro nazionale delle varietà di vite e sono normalmente rarità reperibili in piccoli fazzoletti di terra, come il Moscato Rosa, il Prié Rouge valdostano, alcune Malvasie Rosa, mentre il Pinot Grigio e il Gewürztraminer rappresentano uve grigie con maggiore diffusione internazionale. L’Italia annovera una straordinaria ricchezza di vitigni, sia ad alta diffusione sia con varietà autoctone tradizionali. I vitigni PIWI PIWI è il nome che deriva dall’abbreviazione della parola tedesca . Questi vitigni sono altamente resistenti alle malattie fungine (oidio e peronospora) e consentono una significativa riduzione dell’uso dei prodotti fitosanitari. Pertanto, questi vitigni robusti o innovativi sono un’alternativa alla protezione convenzionale delle colture intensive. Le viti resistenti ai funghi sono state originariamente prodotte tramite incroci fra e altre specie del genere . Le eccellenti proprietà qualitative delle viti nobili possono essere combinate con la resistenza delle viti americane. Attraverso l’allevamento e la selezione mirati, vengono creati nuovi vitigni che consentono di rendere la viticoltura più sostenibile e di padroneggiare le sfide future nel vigneto. Tra i vitigni PIWI sempre più diffusi, soprattutto nelle aree del Nord Italia, in Alto Adige, Trentino, Veneto e Lombardia, vi sono le bianche Bronner, Johanniter, Solaris, Souvignier Gris e tra le nere Cabernet Cantor, Cabernet Cortis e Roesler. pilzwiderstandsfähig Vitis vinifera Vitis I PRINCIPALI VITIGNI A livello mondiale* Vitigno Colore Destinazione Area (ha) Kyoho nera da tavola 365.000 Cabernet Sauvignon nera vino 341.000 Sultanina bianca da tavola, vino e appassita 273.000 Merlot nera vino 266.000 Tempranillo nera vino 231.000 Airen bianca vino, distillati 218.000 Chardonnay bianca vino 210.000 Syrah nera vino 190.000 Red Globe nera da tavola 159.000 Garnacha Tinta/Grenache Noir nera vino 163.000 Sauvignon Blanc bianca vino 123.000 Pinot Noir/Blauer Burgunder nera vino 112.000 Trebbiano Toscano/Ugni Blanc bianca vino, distillati 111.000 In Italia* Vitigno Colore Area (ha) % sul totale Sangiovese nera 54.000 7.9% Montepulciano nera 27.000 4.0% Glera bianca 27.000 4.0% Pinot Grigio bianca 25.000 3.7% Merlot nera 24.000 3.5% Italia (da tavola) bianca 22.000 3.2% Catarratto Bianco Comune bianca 21.000 3.1% Trebbiano Toscano bianca 21.000 3.1% Chardonnay bianca 20.000 2.9% Barbera nera 18.000 2.6% Altre varietà - 379.000 62.0% * (fonte OIV statistiche 2017)