Il vino nell’Oltrepò pavese L’Oltrepò pavese è zona vocata per eccellenza alla coltivazione dell’uva e alla produzione di vino. La viticoltura in questa regione si fa risalire ai e agli . Sembra infatti che siano stati gli nel VI sec a.C. a iniziare la coltivazione della vite nella Pianura Padana. Greci Etruschi Etruschi Due i metodi di coltura: quello di tradizione greca a ceppo basso e con sostegno morto e quello di origine etrusca su sostegno vivo e con potatura lunga. Gli effettuarono una selezione dei vitigni e ingentilirono le specie locali. Etruschi A , storico greco passato in Oltrepò nel 40 a.C. a seguito delle truppe romane, sembra attribuibile la prima testimonianza riguardo la viticoltura oltrepadana: “ ”. Strabone vino buono, popolo ospitale e botti di legno molto grandi Le prime citazioni certe sono di che scrisse molto sul vino, egli riferisce di una viticoltura rigogliosa specialmente nella zona di Casteggio. Plinio il Vecchio Le colline dell’Oltrepò pavese L’avvento del contribuì in modo determinante a rafforzare l’importanza del vino. Cristianesimo Alla liturgia (pane e vino), praticata fino al XIII secolo, si fa infatti risalire il mantenimento della tradizione vinicola Nel si ebbe un miglioramento della qualità del vino. In precedenza infatti esso era reso più gradevole aggiungendovi erbe e aromi, mentre dal Medioevo assume caratteristiche simili a quelle odierne. Medioevo Di estrema importanza nel perpetuare la tradizione del vino e nel migliorarne la qualità furono i monaci, che gestivano . vigneti monastici Nel 1192 in un documento redatto dal notaio Artono di Pavia c’è il primo riferimento al vino “Bonarda” prodotto nella zona di Rovescala. Alla fine del 1800 la viticoltura, non solo quella oltrepadana, fu colpita da una grave calamità naturale: la , malattia dovuta a un insetto di importazione americana che colpisce le radici delle piante. fillossera Nei primissimi anni del ‘900 la viticoltura era diventata il motore economico dell’Oltrepò. Ai danni gravissimi che la fillossera portò in tutta Europa si associarono in Oltrepò le difficoltà legate alla trasformazione economica e sociale italiana. Una concorrenza sempre più ampia con calo dei prezzi ebbe enormi ripercussioni su un’economia territoriale basata su piccole e piccolissime aziende. Per far fronte a questo nacquero quindi le “ ”, che rappresentarono un elemento fondamentale per lo sviluppo della viticoltura in Oltrepò. Cantine sociali Negli ultimi decenni la parcellizzazione eccessiva si è ridotta e sono sorte aziende più grandi, anche se l’Oltrepò è sempre una realtà dove le piccole-medie aziende sono predominanti. Questo, unito a un miglioramento della tecnologia, ha consentito al vino oltrepadano di affacciarsi al mercato nazionale e internazionale. La superficie a vite dell’Oltrepò rappresenta circa il 55% di quella lombarda. L’Oltrepò pavese con i suoi 42 comuni, tutti situati in area collinare, costituisce la terza area DOC italiana.