La zona del Barolo Il vino Barolo nacque nei comuni di Barolo e Serralunga (Marchesi Falletti), Grinzane (conte di Cavour) e Verduno (i Savoia) mettendo fuori discussione l'appartenenza dei terreni vitati di questi Comuni alla zona tipica. D'altro lato la circoscrizione di una zona pone sempre dei problemi di inclusione ed esclusione che sono stati affrontati anche nel definire i confini del Barolo. Già all'inizio del secolo i produttori sentirono l'esigenza di difendere il loro territorio per proteggere l'esclusività del prodotto da contraffazioni ed imitazioni, perciò nel 1924 si avviarono le discussioni per la costituzione del "Consorzio di Tutela" che fu fondato nel settembre del 1927. Nel giugno di quello stesso anno la Gazzetta Ufficiale aveva pubblicato il "Decreto sui vini tipici" con il quale si delimitava la zona del Barolo. Essa comprendeva per intero i Comuni di: Barolo, Castiglione Falletto, Serralunga, Castelletto e Perno (due Comuni in seguito accorpati a Monforte); comprendeva in parte i Comuni di: La Morra, Monforte, Verduno e Grinzane. Come si vede il corpus della zona era già quello attuale, così come venne confer- mato dal disciplinare DOC nel 1966, con un ampliamento a piccoli territori dei Comuni di Roddi, Diano d'Alba, Novello e Cherasco, per far posto ad alcuni vigneti tradizionalmente coltivati a Nebbiolo di riconosciuta qualità. Questo ampliamento è comunque un fatto marginale, che lascia invariata la sostanza della zona del Barolo. Possiamo quindi affermare che nel 1927 la zona del Barolo fu circoscritta in maniera chiara e sostanzialmente definitiva. Non essendoci oggi rivendicazioni significative, non vi è ragione di credere che la zona verrà mutata o ampliata in futuro. Al tempo della prima delimitazione vi furono invece proteste di tipo opposto, cioè dall'interno. Gli abitanti di Barolo e Castiglione Falletto sostenevano che solo i loro Comuni fossero quelli autentici del Barolo e che la zona fosse stata ampliata troppo. Per placare le discussioni si avanzò la proposta di scindere la denominazione in "Barolo classico" (riservata solo a Barolo e Castiglione) e "tipo-Barolo" per tutti gli altri. Fortunatamente per l'unità della zona questa proposta non ebbe seguito. Il castello di Barolo con il suo piccolo centro storico e le sue splendide vigne.