Il Barolo e il Cibo Tra abbinamenti classici e matrimoni imprevedibili inevitabile e piacevole appendice della grande degustazione, dedicata all'abbinamento del Barolo Il Barolo è un vino dal sapore pieno e dai tannini decisi - i pochi che non lo sapevano lo avranno appurato leggendo le schede - per questo l'abbinamento con il cibo lo vede istituzionalmente legato a piatti non solo ricchi di grassi ma anche dotati di una fibra serrata e dal gusto molto persistente. Tutta la cacciagione, dalle preparazioni più semplici a quelle più elaborate, trova nel Barolo un compagno sicuro: il vino penetra la fibra della caccia, la tiene in pugno senza deprimerla e soprattutto accompagna la sensazione fino in fondo facendo appello proprio al suo gusto lungo. Ma per apprezzare il Barolo non è indispensabile mangiare cacciagione, la carne di manzo brasata è, per esempio, un'ottima soluzione soprattutto se la cottura avviene proprio con lo stesso vino. Senza arrivare a piatti impegnativi si possono fare abbinamenti splendidi con ricette intense e più semplici a base di uova, aggiungendo magari lardo o pancetta per creare una base più sostanziosa. Anche paste con sughi consistenti possono essere seguite dal Barolo. Ora il punto è riconoscere quale è il vino adatto, perché la fisionomia del Barolo cambia con l'età, è diversa da annata ad annata e dipende anche dalla zona di provenienza. Una piccola annata produce un Barolo più debole di corpo e con tannini meno tesi, mantiene il suo gusto caratteristico ma certo non è adatta ad invecchiare e non può governare piatti importanti. Il vino di La Morra, di alcuni cru di Barolo e di Castiglione Falletto, di Verduno ha un atteggiamento più gentile, i profumi sono più aperti e quindi segue carni dalla fibra meno serrata. I vini di Monforte e di Serralunga e di alcuni vigneti di Novello, hanno una concentrazione più imperiosa e si adeguano alla cacciagione e alle carni dense. Inoltre con l'età il Barolo diviene più complesso nei profumi, dunque perfetto per una carne tartufata, e più morbido nel sapore trasformandosi in un vino da formaggi stagionati, quasi da meditazione/conversazione. Esso assume così quel tono decadente, che in un certo periodo della sua storia lo voleva come vino da servire nelle grandi occasioni in piccoli bicchieri da liquore. Infine qui di seguito alcune avvertenze su come consumare il Barolo: Non aprire la bottiglia ore prima, il profumo si concederà con il tempo che gli serve, in un bicchiere slanciato e capiente, e non disperderemo nulla della sua evoluzione olfattiva. La temperatura di servizio, tra 16 e 18 gradi; rimanendo in questa fascia: più fresco d'estate, più caldo in inverno, e più caldo quando si sa che è molto tannico. Mettere in caraffa o decanter solo quando si sa che ci sono depositi nella bottiglia in modo da separare il vino dalla parte solida. Negli altri casi è meglio godersi i primi effluvi senza disperderli in un contenitore che pur bello risulta inutile.