Editoriale Allora abbiamo pensato: Il vino è pronto per una naturale evoluzione: la scoperta della diversità rispetto all'ossessiva ricerca del "migliore", del "supervino"; via dunque la logica della "struttura" ad ogni costo; piuttosto, eleganza, complessità, originalità, legame con il territorio. Valorizziamo il rapporto qualità prezzo rispetto alle comparazioni per punteggio. Ma soprattutto ci sembra arrivato il momento del consumatore consapevole, che si difende dal "vino firmato", dalla "chicca introvabile", dal "primo in classifica", dalla promessa "dell'emozione assoluta" e dal prezzo quale indice di qualità. Sappiate che per un vino non vi verrà mai chiesto il costo di produzione più un "giusto" profitto ma tutto quello che siete disposti a pagare per averlo! Per questo motivo, vorremmo: Schede di degustazione chiare ed espressive, indagatrici su quello che il vino nasconde, su come potrebbe essere stato concepito e sulla sua coerenza con l'annata. Ma soprattutto vorremmo capire e descrivere la "diversità" e, se il vino ci sembra veramente atipico, chiedere allo stesso produttore di raccontarlo. Esaltare il legame con il cibo quale elemento essenziale per godersi appieno un vino. La degustazione non è un esercizio onanistico ma, piuttosto, lo strumento per identificare le caratteristiche di un vino e immaginarle nell'abbinamento con una pietanza appropriata. Un pranzo tra amici... proprio così: una bottiglia di Amarone, Alberto parlava e piano piano cominciavo a pensare che fosse possibile. Avanti, ancora, e poi? Approfondimenti monografici su un vino o su una zona che esprime in quel momento caratteristiche particolari: successo commerciale, insuccesso, oppure attesa per un'annata strepitosa, oppure la difficoltà di un'annata e come è stata affrontata. Dare spazio alla fantasia. Racconti dal mondo del vino, per fare emergere con leggerezza esperienze che cercano, tra il metafisico e il vizioso, di andare "oltre". Così ci dicevamo, il vino va bevuto, non solo degustato... L'idea cominciava a prendere forma. Una rubrica dalla parte dei consumatori, documentata ma anche severa e, qualche volta, incazzata. In ogni caso doverosa nei confronti di chi spende i propri soldi. Metteremo in evidenza le pecche del mondo del vino, pizzicando alcuni atteggiamenti diffusi e un certo costume, ma stando comunque attenti anche alle cose sostanziali. Nessuna cattiveria gratuita, solo attenta vigilanza per un prodotto, il vino, che comincia a costare parecchio. Confrontarci, ricevere dai lettori segnalazioni e altri spunti per parlare di ciò che il mondo del vino mette a disposizione: sistemi produttivi, identità qualitative, territorio, vendita, marketing, etichette e altro che ti andrebbe di discutere e non sai con chi. Sono stato fulminato da una foto di Fabrizio Russo, quella della copertina di questo primo numero: amore, passione, sogno... e tecnica. C'è bisogno anche di dire come il vino si fa. Stefano Chioccioli per la pagina tecnica. Stefano, la cui preparazione e competenza tecnica sono note e indiscutibili, ha la forza professionale per scardinare un certo modo di pensare al vino, affrontando i temi più interessanti e utili anche alla cognizione del consumatore. Non vogliamo descrivere una tecnica piena di formule, ma piuttosto comunicare aspetti tangibili, confrontabili, partendo proprio dalla costruzione di un vino. Ecco, si potrebbe cominciare così: un percorso tecnico alla scoperta del progetto di un vino tra empirismo e scienza, casualità e determinazione.