Le degustazioni La degustazione è stata organizzata da François Mauss per il Grand Jury europeo dei degustatori. Sono stati presi in esame i 130 migliori vini 96 della Rive Droite e della Rive Gauche, tutti regolarmente acquistati; tra i pochi assenti segnaliamo Ausone, La Mission-Haut-Brion, Grand-Puy-Lacoste, Lafleur, La Conseillante, Valandraud, L'Evangile, Trotanoy, Latour à Pomerol, Certan de May, Le Tertre-Roteboeuf. Sono stati assaggiati in una semi cieca, chi degustava sapeva quali vini erano in batteria ma non l'ordine di servizio. I vini più reputati sono stati inseriti nella terza batteria. Un elemento negativo balzato all'attenzione di tutti, e in particolare dei colleghi francesi, è l'uso non ottimale del rovere che ha condizionato la buona materia di numerosi vini esaminati. Il livello qualitativo è stato comunque all'altezza della fama dell'annata: i migliori sono i vini dell'Haut Médoc, una piccola delusione è arrivata dai Graves, mentre gli incerti esiti dell'autunno 96 nella Rive Droite hanno condizionato più Pomerol di St. Emilion. Nelle quattro batterie sono stati distribuiti anche alcuni vini stranieri, tra questi si sono distinti Solaia e Mondavi Reserve. Un'ultima nota: alcuni degustatori hanno rilevato in qualche bottiglia tracce del famigerato tricloroanisolo, un problema che aveva flagellato le cantine bordolesi alla fine degli anni 80, e che dà al vino un gusto simile a quello del tappo; non tutto, dunque, sembra risolto. In ogni scheda sono riportati: il nome della proprietà, la sua classificazione, il comune di appartenenza, l'encepagement (M: Merlot; C.F.: Cabernet Franc; C.S.: Cabernet Sauvignon; P.V.: Petit Verdot; ML.: Malbec), il numero di bottiglie prodotte, la scheda descrittiva, seguita nella maggior parte dei casi da un'ulteriore commento; quest'ultimo può evidenziare ciò che abbiamo amato o quello che ci è piaciuto di meno del tal vino, ma talvolta può essere una considerazione di carattere più generale. In fondo alla scheda, il prezzo prevedibilmente praticato in enoteca. Château Angélus 1996 Colore impressionante per profondità. Naso dall'acuta florealità, il tono minerale è solido, la frutta è offerta con imperiosa ricchezza, un compendio emozionante e di rara ricercatezza. In bocca colpisce la classe dell'insieme, tanto da non accorgersi del diffuso ed eccezionale fervore: il vino non oltrepassa mai la linea dell'eccesso e si concede con un finale lunghissimo. St Emilion, 1er Grand Cru Classé B (M. 50%, C.F. 47%, C.S. 3%) — 130.000 bott. Clamorosa riuscita in una vendemmia non eclatante per St Emilion e prezzo alto ma non impossibile se pensiamo che il 95 costa quasi il doppio e non vale così tanto. Lire 280.000 Château Beauregard 1996 Colore buono. Naso da scoprire, non perché inespresso ma perché davvero lento a offrire la sua promettente complessità. In bocca è teso, secco, tenero e ben strutturato, un perfetto connubio tra la vitalità pura del Franc e la rotondità del Merlot. Pomerol (M. 65%, C.F. 35%) — 100.000 bott. Prezzo non esorbitante per un Libournais in confortante ripresa. Non è un vino per tutti, potrebbe apparire, erroneamente, facile e poco caratterizzato. Lire 95.000 Château Beau-Séjour Bécot 1996 Colore pieno e maturo. Naso di frutta molto caldo e avvolgente, non molto caratterizzato ma davvero sinuoso. In bocca è setoso, persistente e pieno nel finale. St Emilion, 1er Grand Cru Classé B (M. 70%, C.F. 24%, C.S. 6%) — 90.000 bott. Merlot opulento e seducente. - Un po' monocorde nei profumi e di conseguenza nel sapore. Lire 120.000 Château Belgrave 1996 Colore molto promettente. Naso classico, minerale con una buona dose di rovere, ricchezza di frutto e profondità. In bocca è finissimo, asciutto, denso e dotato di una lunghezza incoraggiante. Haut Médoc, 5ème Cru (C.S. 40%, M. 35%, C.F. 20%, P.V. 5%) — 370.000 bott. Un Haut Médoc notevole in quanto a carattere e convenienza economica. Lire 95.000 Château Brainaire 1996 Colore interessante pur non essendo molto ricco. Naso perfetto, democratico nell'offrire spazio a tutte le note che appartengono ad un vivido St Julien: cedro, ribes, viola e vaniglia tra le più chiare. In bocca è polposetto, accattivante e dotato di una insospettabile lunghezza. Non emoziona e non fa gridare al miracolo ma il suo terroir questo concede; dedicato agli appassionati di Roald Dahl. Lire 95.000 St Julien, 4ème Cru (C.S. 70%, M. 22%, C.F. 5%, P.V. 3%) — 260.000 bott. Château Canon La Gaffelière 1996 Colore intenso e caldo. Naso speziato, avvolgente, appena selvaggio nell'impatto poi sempre più fruttato e ricco. In bocca mostra una eleganza sopraffina, non incide sui nostri pensieri con la personalità di altri ma si affida ad un finale in crescendo. St Emilion, Grand Cru Classé (M. 50%, C.F. 45%, C.S. 5%) — 95.000 bott. Tra i St Emilion 96 è uno dei pochi a possedere profumi di valore. - Appare un po' statico nello sviluppo del sapore. Lire 140.000