Bianchi tra Acciaio e Legno Acciaio o rovere, questo è il dilemma che accompagna produttori e consumatori di grandi bianchi, non solo in Italia. Se l'elaborazione in acciaio garantisce una fragranza e una aderenza ai caratteri varietali che nessuno può discutere, tutti sono altresì convinti che la maturazione in rovere dona al bianco complessità ed una innegabile capacità evolutiva. Il consumatore italiano non si è mai completamente convinto della necessità del rovere per fare un grande bianco, anche se, come si vedrà dalla degustazione, compiuta alla cieca, i nostri produttori hanno saputo offrire esemplari di notevole valore. Le bottiglie sono state acquistate presso tre rivenditori di Roma, Bulzoni, La Tradizione e l'Enoteca Il Vino del 99, e dunque la selezione è avvenuta in considerazione della reperibilità di quel momento, ma sappiamo che ci sono altri vini importanti che non mancheremo di raccontare nel numero di fine anno, più ricco di degustazioni. Tra i vari spunti emersi dall'assaggio alcuni meritano di essere sottolineati. In particolare notiamo come il tema della degustazione - acciaio o legno? - sia molto sentito e, in modo fertile, orientato verso la ricerca di qualità, nella zona del Verdicchio. Un altro dato è l'uso del Sauvignon in senso migliorativo che somiglia un po' a quello che sta accadendo con il Merlot per i rossi, in qualche caso ci è parso invadente. Il rovere non è sempre usato con accortezza e deprime il valore cristallino della materia di molti vini sentiti: se ciò accade dopo numerosi anni di esperienza crediamo sia dovuto alla sempre più difficoltosa reperibilità di barriques di qualità. I vini Alsaziani hanno offerto prestazioni eccezionali, in assoluto e in rapporto al prezzo, e questo è un piccolo assaggio di ciò che sarà la degustazione monografica del terzo numero. Barricato di Villa Angela 1996 Ascoli Piceno 0736/341218 Ercole Velenosi Colore caldo. Naso segnato dal rovere, ancora non del tutto espresso ma promettente, con in primo piano sentori di pesca e di uva spina. In bocca mostra una materia di valore, una bella densità attraversata da una spina acida che le dona freschezza; buona la progressione. UNA VERA SORPRESA, ED UNA BOTTIGLIA CHE SEMBRA NON AVER ESAURITO LE SUE POTENZIALITÀ. - A QUESTO PUNTO, AVREMMO AMATO UN PALATO PIÙ APERTO E CON PIÙ CORRISPONDENZA NEGLI AROMI DI FRUTTA. Lire 22.000 Bianco Miani 1998 (DOC: Colli Orientali del Friuli) Buttrio (UD) 0432/674327 Miani Colore intenso. Naso di melograno, cedro candito, appena minerale, fresco, graduale e molto fine. In bocca torna un buon frutto, appare l'amaro alla fine di una evoluzione gustativa un po' stretta; è il compendio che suscita qualche dubbio, non le singole sensazioni proprie di un vino di valore. HA UN CARATTERE NIENTE MALE. IL PREZZO È DIFFICILE DA SPIEGARE E DIFENDERE RISPETTO AD UNA ESIBIZIONE OTTIMA MA NON ECCELSA. Lire 70.000 Bricco Rovella Bianco 1998 (DOC: Langhe) Monforte d'Alba (CN) 0173/78257 Parusso Colore paglierino vivo. Naso molto verde, il Sauvignon domina la parte iniziale dell'esame, escono in ordine poi il rovere e la parte morbida dello chardonnay; interessante il tono minerale che pervade l'intera sensazione. In bocca è vitale, non proprio lungo, corrispondenza fragrante di ananas e pesca, acidità protagonista e buon finale. HA TROVATO GRANDI ESTIMATORI, FORSE HA BISOGNO DI TEMPO ANCHE SE LA MATERIA NON MANCA. - A PARTE UNA PERSISTENZA NON ALL'ALTEZZA DELLE AMBIZIONI, NOTIAMO IN QUESTO 98 UN TONO DI SAUVIGNON VERDE ECCESSIVO RISPETTO AD ALTRE VERSIONI DI BRICCO ROVELLA PIÙ COMPLESSE E SEDUCENTI. Lire 35.000