La degustazione 97 L'annata 97 è per molti una delle più riuscite vendemmie degli ultimi venti anni. Agli inizi del 98 sono stati in molti a considerare la Valpolicella come il luogo eletto da questa raccolta celebrata, come il più adatto a spiegarla. Uve con una maturazione strepitosa, grappoli dotati di una sanità incredibile e in equilibrio con una quantità che non è stata eccessiva. E sono stati anche lodevoli i primi giudizi della critica internazionale sull'Amarone 97. Viene presentata una decisa revisione stilistica che ha almeno tre punti centrali. L'appassimento viene sempre più spesso condotto con strutture che > controllano temperatura e mantengono bassa l'umidità del raspo, > evitando che le muffe vadano a demolire le difese del vino e la > sua capacità evolutiva. Questo sistema dona uve più integre, forse > non più imprevedibili come in passato ma senz'altro più solide. La macerazione delle bucce è condotta con sistemi sempre più > intensivi, come i rotomaceratori, e questo produce una maggiore > concentrazione dei colori. Il rovere assume un ruolo sempre più attivo, in particolare barrique > da 225 litri e tonneaux da 3/500 litri, ma anche le botti grandi > sono in fase di sostituzione o di incisiva ripulitura. Se consideriamo questi tre elementi possiamo concludere che il progresso qualitativo, stimolato da una maggiore selezione delle uve, si sia realizzato. E invece ci sentiamo un po' in imbarazzo perché le nostre valutazioni sono tutt'altro che entusiastiche. Ci pare che sia stata sprecata la grande occasione per dare al mondo il senso di una zona che si rinnova e al tempo stesso non perde la sua originalità fervida, matura e romantica. I vini si assomigliano troppo, e se anche fosse vera la teoria che l'appassimento riduce l'influsso del terroir, potrebbe esserci almeno la mano dei produttori a definire la personalità dei vini. Assaggiandoli si percepisce una "freddezza" tecnica che tutto l'alcol di cui sono dotati non riesce proprio a scaldare. Vi sono naturalmente sontuose eccezioni, ma è la tendenza che ci preoccupa: sono tutti così entusiasti del successo da non mettersi minimamente in discussione. E questo fa male soprattutto a chi ha coltivato la passione, la propria crescita professionale e la scoperta di grandi amicizie alla conoscenza e all'amore per questa terra, a ragione definita La Valle dei Poeti. L'ultima nota è per il 94 di Bertani, recensito in modo positivo nel 3° numero di Porthos: un imbottigliamento non ottimale dei tre previsti, da noi segnalato all'azienda, è stato messo da parte e non sarà posto in commercio. Sono circa 15.000 bottiglie del totale di 70.000. Abbiamo verificato nuovamente le altre due versioni, estratte sempre dalla stessa massa e già imbottigliate, e sono di livello decisamente superiore. La degustazione è stata compiuta su campioni scambiati sul mercato. Nei casi dei vini non ancora in commercio i campioni sono stati forniti dal produttore. Le schede, come di consueto, esprimono una descrizione organolettica, alla quale seguono delle note su quello che abbiamo amato di più o di meno, oppure sono di carattere generale. L'indicazione Classico appartiene alla zona "storica" della Valpolicella, quella dei comuni di San Pietro in Cariano, frazioni di Pedemonte e San Floriano, Fumane, Negrar, S. Ambrogio, frazione Gargagnago, e Marano, frazione Valgatara. Quando l'Amarone arriva dai comuni dell'est veronese, come Illasi, Mezzane, Colognola, Mizzole, appartiene alla zona detta "Allargata" e dunque non Classica. Accordini Pedemonte 045/7701733 Colore notevole per concentrazione. Naso di grande calore ma ancora chiuso, un segno che riceviamo con piacere, si avvertono fiori e frutta nera, è probabile una contaminazione di uve non autoctone ma usate con giudizio e che non ledono il carattere indigeno dei profumi; si avvertono anche rovere e liquirizia, ed il coacervo promette una bella complessità futura. In bocca il vino è agile e ben strutturato, ha l'amaro giusto per tenere a bada la debordante larghezza, e al tempo stesso è persistente. Lire 67.000 Amarone Classico Acinatico 1997 + LA FIBRA ACCOGLIENTE È QUALCOSA DI PIÙ CHE UN BELL'ESEMPIO DI FATTURA, IL VINO SI DISTINGUE PER MATERIA E ADERENZA TERRITORIALE; ANCHE IL ROVERE SA STARE AL SUO POSTO. ACINATICO È IL NOME ANTICO DEL VINO DA UVE PASSITE DI QUESTA ZONA. Aldegheri S. Ambrogio Valpolicella 045/6861356 Colore molto ricco e vivo. Naso interessante, c'è densità, i toni vanno dalla frutta matura ad aspetti più verdi, c'è rovere incisivo e sensazioni anche più sanguigne. In bocca l'impatto è deciso, il rovere lotta con la struttura per affermare il suo dominio, e alla fine purtroppo ci riesce lasciando la bocca preda di un ritorno medicinale che ha contraddistinto la persistenza aromatica di numerosi Amarone 97. Lire 43.000 Amarone Classico 1997 + AZIENDA IN FASE DI RISVEGLIO, FORSE NON AVEVA MAI TOCCATO LIVELLI DI CARATTERE COME IN QUESTA OCCASIONE. - APPARE, AL DI LÀ DELLA BELLA CONCENTRAZIONE, UN PO' FORZATO NEI TONI, NON HA UNA SPONTANEA VISCERALITÀ CONTADINA MA NEANCHE UN'IMPRONTA DI ELEGANZA INNOVATRICE.