Educazione Tutto sullo Champagne, o quasi... VITIGNI Pinot Noir E' il vitigno più importante dal punto di vista qualitativo ma allo stesso tempo il più irregolare: nelle migliori occasioni dona forza, carattere aromatico e persistenza; quando l'annata non lo aiuta diventa indispensabile il sostegno del Pinot Meunier, visto che il Pinot Noir risulta sovente insulso. Pinot Meunier La sua proprietà non sta nel carattere organolettico quanto più nella capacità di legare le qualità "dissimili" di Chardonnay e Pinot Noir; ad ogni modo produce vini fruttati, poco acidi e non adatti all'invecchiamento. Chardonnay La Champagne è uno dei luoghi al mondo in cui si può apprezzare il carattere vero dello Chardonnay: è certamente un vino che dona freschezza e leggiadria al taglio, ma nelle sue migliori espressioni sfodera attributi insospettabili, e la sua proverbiale rotondità diventa autorevolezza, forza minerale e grande capacità di invecchiamento. Il valore dei Cru In Champagne vige una classificazione che riguarda 251 comuni: i 17 Grand Cru sono definiti 100% perché al momento della vendita delle uve il prezzo pattuito all'inizio della vendemmia sarà corrisposto in pieno; i 40 Premier Cru ricevono invece una cifra che va dal 90 al 99%. Secondo gli osservatori più attenti questa classificazione è stata superata dallo stesso mercato, in alcuni casi le uve di un Premier Cru particolarmente nobile possono essere pagate ben oltre il 100% del prezzo pattuito, nel momento in cui venga riconosciuta una qualità maggiore. Inoltre la classificazione ingloba l'intero territorio comunale, dunque non fa una distinzione reale tra i vigneti più vocati; ed in alcuni casi, come Sillery, l'Appellation Grand Cru non riguarda il suo territorio ma piuttosto la storia del comune. IL TERRENO La Champagne ha un sottosuolo particolarissimo composto di uno strato gessoso o calcareo formato nell'Era Cretacica Superiore. La regione durante l'epoca preistorica faceva parte del mare. Attraverso milioni di anni si è costituito un materiale calcareo sul fondo del mare, favorendo l'evoluzione di elementi marini come crostacei, ricci e molluschi cefalopodi come le seppie. I loro corpi calcarei, combinati con dei minerali, hanno progressivamente formato degli strati fossiliferi attraverso migliaia di anni. Dei cefalopodi si è conservata la parte posteriore del corpo a forma di sigaro, e dei ricci di mare a forma di cuore. Milioni di anni fa un terremoto ha rotto la crosta di gesso sollevando parte del terreno marino, e la regione della Champagne è stata creata. Il fondo calcareo, prosciugandosi, ha lasciato un sedimento gessoso che raggiunge oggi uno spessore di 200 metri. Queste condizioni geologiche hanno creato una particolare varietà di gesso impregnato di fossili marini che forma il sottosuolo del terreno e caratterizza il profilo acido ed elegante del vino. Sono due le tipologie di gesso che occupano soprattutto il sottosuolo della Montagne: la balemnita quadrata, formata dai fossili dei cefalopodi, e la balemnita micraster, composta dai ricci di mare. Ma il terreno della Champagne offre altre sorprese. Vi sono infatti strati di terra fine, magra e arabile profondi anche un paio di metri nella parte più nobile della Valle e formatisi in Era Terziaria. Altre alluvioni dell'Era Quaternaria hanno prodotto alcuni strati di sabbia, ciottoli e ghiaia alti anche 35 metri sul livello del fiume. I ceppi delle viti affondano sino a 5-6 metri e traggono il sostentamento dal perfetto drenaggio del gesso e dalla ricchezza di microelementi minerali. Le Falesie che vanno da Epernay verso la Costa dei Bianchi sono altre strutture calcaree particolarmente adatte a trarre dal vitigno Chardonnay quella dose di profumi, struttura e freschezza che sono i suoi atout più apprezzati. La presenza del gesso nella Champagne ha altri vantaggi: immagazzina il calore del sole di giorno per restituirlo gradualmente alla vite di notte; garantisce un drenaggio perfetto alle acque eccedenti; raccoglie l'umidità eccessiva mantenendo un livello costante nei periodi di siccità di luglio e agosto. La Marne, fiume Sacro per i francesi, ha un ruolo di termoregolatore dell'intera zona interagendo con il gesso e mantenendo un affidabile livello di umidità. è il vigneto più nobile, produce quasi soltanto Pinot Noir ed ha il più elevato numero di vigneti Grand Cru. Spiccano i comuni di Bouzy ed Ambonnay, che hanno esposizioni meridionali, ma anche i Pinot Noir di Verzenay, e Verzy sono interessanti per la loro finezza. Il carattere del sottosuolo gessoso è ancora più importante che nelle altre zone. Montagna di Reims: in alcuni tratti, come da Cumieres ad Ay, produce alcuni Pinot Noir straordinari, in altri è un ottimo luogo per il Pinot Meunier. E' la zona con la più grande varietà di terreni, visto che alla caratteristica "marna" gessosa si alternano spesso sabbia e calcare. Vallée de la Marne: