Per la degustazione abbiamo anche questa volta chiesto ai principali importatori in Italia di vini di Borgogna di inviarci campioni delle loro selezioni. La scelta è forse addirittura più completa di quanto non fosse per i rossi, ed offre un panorama quanto mai esauriente della produzione borgognona, dai più noti négociants (Jadot, Latour, Verget) ai piccoli produttori più celebrati (Leflaive, Sauzet, Morey-Blanc, Jobard), fino alle "nuove leve" che stanno sempre più innalzando il livello qualitativo, già altissimo, della regione (J.M. Boillot, Amiot, Colin). I vini sono stati degustati alla cieca, ma le forti distanze geografiche tra le zone esaminate ci hanno convinto ad utilizzare un criterio differente rispetto a quello sperimentato per i rossi: abbiamo infatti degustato separatamente le Appellations a sud della Côte-d'Or, gli Chablis (Village, quindi Premiers Crus) e le più celebri denominazioni della Côte-de-Beaune (anche qui prima i Villages, poi i Premiers Crus); i Grands Crus sono invece stati degustati insieme, e come abbiamo già detto gli Chablis non hanno affatto sfigurato, offrendo un'espressione più elegante unita ad un prezzo senza dubbio più "umano.