Descrizione
«Ribelle nobile disperato»: il numero che chiedeva al vino di restare diversoGiugno 2001. In Italia si paga ancora in lire, le guide si contendono i punteggi a colpi di decimali e la barrique sembra la risposta a ogni domanda. In questo clima esce il sesto numero di Porthos, trimestrale indipendente per il consumatore curato da Sandro Sangiorgi. È una rivista che per scelta editoriale non pubblica inserzioni di produttori e distributori di vino e non fa consulenze alle cantine. Novantasei pagine scritte da una "ciurma" di degustatori, tecnici, cuochi e appassionati, che guardano al vino con curiosità e senza soggezione.
Il consumatore, prima di tutto
Il numero si apre con una lettera aperta, l'"Editoriale del consumatore", firmata da Giovanni, il "maestro sostituto" della redazione, che parla da musicista. È un testo sorprendentemente attuale. Mette in discussione i punteggi numerici ("immagina se un critico valutasse Delitto e Castigo 87 punti"), la "grammatica enologica" di vini impeccabili ma senza storia e la tentazione di Barolo, Montepulciano e Aglianico di truccarsi per somigliare ai modelli bordolesi e californiani. Si chiude con un invito che è anche il manifesto della rivista: cercare in una bottiglia non solo qualità e piacevolezza, ma anche un po' di cultura.
Giuseppe Rinaldi, il "Citrico" di Barolo
Il cuore del numero è una lunga intervista di Sandro Sangiorgi a Giuseppe Rinaldi, veterinario ed entomologo prima che vignaiolo, figlio del sindaco di Barolo. Rinaldi racconta i ciabot in mezzo alle vigne e l'antico "Alteno", il sistema dei Falletti e della Marchesa Colbert, l'enologo francese Oudart che non credeva nel Nebbiolo. Parla della Docg del 1981, del portainnesto americano, della "cosmesi" del vino moderno e del diritto di usare le botti vecchie. Tra un ricordo di famiglia e una battuta fulminante ("E il sesso?" "Troppo faticoso"), emerge il ritratto di un produttore che diffida delle mode e ama i vini "che si lasciano studiare". Chiude il pezzo un congedo di Sangiorgi tra Neil Young, Pasolini e Pavese.
Degustazioni, verticali e territori
Ampio spazio alla grande degustazione del Montepulciano abruzzese e marchigiano, con un'introduzione storica e decine di schede: da Valentini al Praesidium di Enzo Pasquale, da Masciarelli ai Rosso Conero, con i prezzi in lire che oggi sono essi stessi un documento. Seguono un viaggio nei rossi calabresi, dal Cirò al Savuto al Magliocco, e una panoramica sui bianchi di Borgogna, da Chablis al Montrachet, con le schede degli importatori dell'epoca. Ian D'Agata racconta invece l'Icewine canadese, allora quasi sconosciuto in Italia.
Due verticali storiche danno al numero un valore particolare. Il Chianti Rufina Riserva Bucerchiale di Selvapiana viene seguito dal 1998 fino alla prima annata, il 1979, e poi indietro con i Chianti Rufina del 1968, 1964, 1958 e 1948. I Barbaresco cru dei Produttori del Barbaresco (Rio Sordo, Ovello, Asili, Rabajà, Montestefano, Pajè e altri) vengono confrontati dal 1996 al 1979. Sono testimonianze di prima mano su bottiglie oggi introvabili.
Cucina, tecnica e racconti
La sezione Abbinamento cibo propone le ricette del ristorante Il Sole di Trebbo di Reno e della Conca dell'Aquila, ciascuna accompagnata da un commento sul vino giusto. Enrico Gallo firma "La Ciurma tra i tappi", un'analisi del sughero, del "gusto di tappo" e delle prime chiusure in plastica. Nel "Parere tecnico" Roberto Cipresso ragiona su Montalcino e il Sangiovese, seguito dalle schede dei suoi Rosso di Montalcino 1999. Completano il numero:
- la storia della mozzarella di bufala del caseificio Vannulo, con lo schema di lavorazione e due ricette, a cura di Fabrizio Manfredi;
- le "Corrispondenze levantine" di Toni Gomiscek sulla grappa clandestina tra Collio e Brda;
- il processo all'Amarone di Romano Dal Forno, con un pubblico ministero e una difesa;
- un racconto di "Orpelli";
- l'avvio della rubrica Educazione dedicata ai vitigni autoctoni: Fumin, Malvasia Istriana, Nosiola e Vin Santo Trentino, Negroamaro.
Un documento recuperato, in formato accessibile
Questa edizione non è una semplice ristampa. È la versione digitale e accessibile di un fascicolo pubblicato nel 2001, trascritto pagina per pagina dalla rivista originale. Rientra nel lavoro con cui l'associazione culturale Porthos sta rimettendo in circolo i propri contenuti storici. Senza questo recupero, articoli, interviste e degustazioni sarebbero rimasti chiusi in poche copie cartacee, destinati a scomparire senza lasciare traccia. Riportarli alla luce significa restituire una testimonianza importante: ciò che la critica indipendente pensava, assaggiava e discuteva in un momento di svolta per il vino italiano. Per questo la trascrizione conserva tutto il fascicolo: non solo gli articoli, ma anche il colophon con i nomi della redazione e dei collaboratori, il modulo di abbonamento in lire, le inserzioni e gli annunci dei corsi di "Porthos Racconta…". Anche questi dettagli raccontano un'epoca, il modo in cui una piccola redazione romana costruiva la propria comunità di lettori.
Molte delle domande poste allora sono ancora aperte: il senso dei punteggi, il peso del legno nuovo, la difesa dei vitigni autoctoni, la qualità dei tappi, il rapporto tra prezzo e valore. Rileggerle oggi permette di misurare quanto il vino sia cambiato, e quanto certe intuizioni abbiano anticipato i tempi.
Il formato accessibile rende il testo leggibile su qualsiasi dispositivo, consultabile con ricerca per parole chiave e fruibile anche con sintesi vocale e lettori di schermo. Fotografie, cartine e illustrazioni sono accompagnate da descrizioni testuali, e la numerazione delle pagine rispetta quella della rivista cartacea, così da poter citare e ritrovare ogni passaggio come nell'originale.
A chi è dedicato
A chi ama il vino e vuole conoscerne la storia recente dalla voce di chi la stava vivendo. A sommelier, studenti e appassionati che cercano schede di degustazione d'epoca e verticali irripetibili. A chi lavora nel settore e vuole ritrovare le radici di dibattiti ancora attuali. E a chiunque creda, come recitava il motto di Porthos, che il vino possa essere ribelle, nobile e disperato.
Indice
Dettagli
Altro in "Porthos - Ribelle, nobile, disperato"
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