Corrispondenze levantine ALAMBICCO DELLE MIE BRAME Lettere levantine di Toni Gomiscek. Il vigneto di mio nonno era limitato a due filari di viti ai bordi del campo e una pergola nell'orto. Certo non eravamo dei grossi produttori, ma il torchio nella sua officina da fabbro era grande e ben funzionante e molti compaesani venivano a pressare l'uva da noi. Usanza voleva che ci lasciassero le vinacce e io, la mattina, aiutavo il nonno a portarle nella cantina e sistemarle nelle vecchie botti, aperte da un lato e messe in verticale. Il nonno mi metteva nella botte dove io pigiavo a più non posso le vinacce per ben comprimerle. "Non ci deve rimanere dell'aria," mi insegnava "altrimenti vengono attaccate dalla muffa e la grappa sarà da buttare via". Alla fine coprivamo le vinacce con un vasto strato di argilla e lì rimanevano per un mese o due. "Si dovrebbe distillarle prima, la grappa sarebbe ancora più buona" commentava ogni anno, ma come tutti gli altri si dedicava alla distillazione solo quando le giornate erano diventate corte. Crescendo assumevo degli incarichi sempre più importanti e dopo pochi anni sapevo e potevo fare tutto. Già riempire l'alambicco con le vinacce è un arte, specialmente se si aggiungono le fecce dei primi travasi di vino. Meglio meno roba che troppa, era una raccomandazione base, e questo valeva anche per il fuoco che doveva essere continuo e persistente, ma mai troppo vigoroso. E mentre tagliavo la legna e badavo al fuoco il nonno veniva a controllare il cappello dell'alambicco. Quando non lo poteva più toccare, decretava la chiusura della bocca della caldaia. E poi ci sfidavamo mettendo a vicenda la mano sul tubo dell'alambicco che scottava sempre di più per vedere chi poteva resistere più a lungo al calore. Lui, che il fuoco se lo era fatto amico già da giovane (oltre ad essere un bravissimo fabbro era un appassionato pompiere), ovviamente vinceva. Un attimo dopo fuoriuscivano dalla serpentina, nella quale il vapore alcolico si ricondensava, le prime gocce della grappa. "Adesso devi stare molto attento: il flusso deve rimanere continuo, ma non forte.