VENETO - IL DURELLO DEI MONTI LESSINI Le bollicine al femminile Cuore produttivo d’Italia, casa del Prosecco e della Valpolicella, il Veneto è la regione che produce più vino e che negli ultimi quindici anni ha vissuto una rivoluzione viticola, ribaltando i numeri: se tra il 2006 e il 2007 la percentuale di rossi e bianchi era più o meno 50 e 50, nel 2020 l’80% di vino prodotto in Veneto è stato bianco. Senza dubbio si tratta dell’effetto Prosecco e del suo successo internazionale, sul quale sono state spese molte parole, tra critiche e lodi in cui non mi addentro in questa sede. Ciò che desidero raccontarvi in questo capitolo è che esiste un Veneto delle bollicine, che punta su un vitigno autoctono all’insegna della qualità, come tra l’altro stanno facendo con fatica anche alcuni produttori di Prosecco, a cui auguro di riuscire a comunicare il valore del loro lavoro. Ma qui parliamo di un’intera denominazione dedicata allo spumante Metodo Classico autoctono, l’unica Doc in Italia di questo genere. Se dovessimo spiegarlo a un bambino di cinque anni diremmo che è lo champagne italianissimo, ma che ancora pochi italiani lo conoscono come tale. Andremo alla scoperta dell’uva durella e del vino Durello Spumante Doc dei Monti Lessini, delle alte vallate di origine vulcanica nelle province di Verona e Vicenza, dove si produce sia una versione Charmat (Lessini Durello Doc) ma, soprattutto, la versione Metodo Classico (Monti Lessini Doc), che si sta facendo spazio nel panorama delle bollicine nazionali e internazionali di pregio, grazie all’attività di promozione dei giovani produttori di seconda e terza generazione e del consorzio di tutela, uno dei pochi esempi in Italia di ente preposto che lavora in modo efficace su comunicazione e supporto alle aziende.