FRIULI VENEZIA GIULIA - LO SCHIOPPETTINO DI PREPOTTO Storia di una resurrezione enoica Una regione con tre nomi è già indizio di un intreccio di storie, se poi aggiungiamo che è terra di confine e che affaccia anche sul mare, il Friuli Venezia Giulia diventa l’Eden del reporter di viaggio e dell’enocurioso, di cui io sono l’ibrida fusione. L’abito di cronista del vino potrebbe calzare a pennello anche al personaggio con cui ho avuto l’onore di chiacchierare prima del mio viaggio in Friuli. Una voce che ha segnato alcuni dei momenti più emozionanti del calcio internazionale e anche dell’amor di patria, visto che le bandiere e l’inno nazionale da noi fanno capolino soprattutto quando c’è di mezzo una coppa importante da vincere. Ironia della sorte, sto scrivendo queste pagine proprio nel giorno in cui l’Italia ha sollevato la coppa di campione d’Europa dopo cinquantatré anni di attesa, e il nostro ospite, Bruno Pizzul, il telecronista sportivo più amato di tutti i tempi, era stato anche richiesto a gran voce dai fan sui social media per commentare la finale con l’hashtag #vogliopizzul. Lui però, da galantuomo, all’età di ottantatré anni ha lasciato il campo ai successori e ha riservato la telecronaca in diretta ai suoi concittadini di Cormons, ai quali ancora viene la pelle d’oca al ricordo della sua voce che grida: «Siamo campioni d’Europa!» dopo il fatidico rigore che ha sconfitto gli inglesi, sicuri di avere il titolo in mano.