UMBRIA - IL TREBBIANO SPOLETINO Un caleidoscopio nel bicchiere Facciamo un test: il primo vitigno che vi viene in mente se dico Umbria. Scommetto che è rosso e che è il sagrantino. Se avete voluto fare gli outsider e avete pensato a un bianco, sarete finiti sul grechetto. Entrambi sono grandi espressioni di questa regione incastonata tra le Marche e la Toscana, ma se vi dicessi che esiste un’uva autoctona a bacca bianca, che sembra addirittura avere radici più antiche del sagrantino e che promette soddisfazioni enoiche di alto livello? Ecco, mettetevi comodi, perché quest’uva esiste, si chiama trebbiano spoletino e stiamo per scoprirne insieme il passato, il presente e il futuro. Prima di iniziare, mi sono chiesta come riuscire a descrivere le potenzialità di un vino prima che si manifestino. Credo che la forza del Trebbiano Spoletino risieda proprio in ciò che può diventare con l’affinamento delle tecniche di produzione, con la ricerca di uno stile territoriale, con l’invecchiamento. Come raccontarvi ciò che possiamo solo immaginare? L’ho chiesto a un personaggio che di mestiere, da oltre trent’anni, tutti i giorni racconta con le parole, con la sua voce o con la musica qualcosa che non si vede. Un personaggio che, forse in pochi sanno, è nato proprio a pochi chilometri dal luogo d’origine del nostro vino, ma che poi ha fatto carriera e ha messo radici altrove, un destino comune a molti giovani italiani.