MOLISE - LA TINTILIA Essere o non essere Il Molise è senza dubbio la regione più bullizzata d’Italia. Da qualche anno sui social media, la grande sagra dei leoni da tastiera, #ilMolisenonesiste è diventato un hashtag ultracliccato, anche nella versione anglofona, decisamente più ammiccante, #Molisn’t. Qualcuno ha istituito anche una pagina Facebook che conta più di 60 000 iscritti (12 volte più della pagina ufficiale del turismo regionale) e ha pure registrato il marchio Il Molise non esiste, intestandolo a un’associazione culturale che in realtà si fa carico di mostrare le bellezze di questa piccola bistrattata regione. Alla base di tale pregiudizio c’è forse la sua giovane età, è nata nel 1963, con il distaccamento della provincia di Campobasso dall’Abruzzo, ma anche la credenza che sia afflitta da un problema sostanziale: l’incapacità atavica di associare a se stessa qualcosa che la renda riconoscibile non solo ai turisti stranieri ma anche agli italiani. Il fatto per esempio che nessuno ricordi il capoluogo del Molise, il piatto tipico del Molise, una canzone popolare del Molise o perfino una parola del dialetto di questa regione è stato oggetto di scherno da parte di famosi comici e ha scatenato l’ironia mediatica. Sollevando però anche un tema importante e innegabile: il Molise ha bisogno di un’identità più precisa per comunicarsi in Italia e all’estero. E da cosa si potrebbe partire, secondo voi? Quale elemento distintivo potrebbe aiutare i nostri amici molisani? Ovviamente il vino.