BASILICATA - L’AGLIANICO DEL VULTURE Nuove generazioni tra storia e futuro Tra Barile e Barolo ci sono 932 chilometri e due vocali. A Barile si produce l’Aglianico del Vulture spesso definito il Barolo del Sud, ma se domandi a un ragazzo delle scuole medie del paese perché non considera l’idea di studiare Enologia, probabilmente ti risponderà: «Eno-cosa?». La stessa scena 932 chilometri e due vocali più a nord avrebbe sicuramente un esito diverso: a Barolo ogni bambino, ogni ragazzo è orgoglioso delle Langhe e dei suoi vini, perché ne sente tessere le lodi da quando è in fasce, e cresce consapevole del valore del suo territorio e con l’idea che fare vino sia una grande opportunità per il suo futuro. Il viaggio in Basilicata ci porterà a scoprire un vitigno nobile, da cui forse sono nati tutti i vitigni del mondo, un territorio vulcanico che gli regala un vestito unico, di cenere e spezie, il fermento dei giovani produttori che hanno voglia di comunicarlo, ma anche la reale mancanza di consapevolezza di sé di una terra dalle grandi potenzialità ignorate. Spesso si spronano le cantine a dedicarsi alla comunicazione internazionale, si pensa a come far capire agli stranieri il valore di un vino o di un luogo, ma ci si dimentica che se non sono gli abitanti di quella stessa terra i primi a percepirne la preziosità e il potenziale non si può costruire un futuro stabile di crescita collettiva, perché non ci saranno generazioni pronte a raccogliere, custodire e migliorare quell’eredità.