CALABRIA - LA COSTA DEGLI DEI

La montagna tra due mari

Trecento chilometri di occasioni sprecate protese verso la Sicilia come il dito di Adamo verso Dio nel celebre affresco di Michelangelo custodito nella Cappella Sistina. La Calabria è un luogo paradisiaco, di una bellezza ancora intatta e autentica ma brutalmente sciupata. Non a caso il luogo che sto per visitare si chiama proprio Costa degli Dei, a sottolineare la natura quasi divina di questo lembo di terra affacciato sul Tirreno meridionale tra Pizzo Calabro e Nicotera, attraversato da montagne imponenti e selvagge. Un passato leggendario, che, però, non l’ha messa al riparo dalla speculazione edilizia, dalla mala amministrazione e dall’abbandono civile. Percorro la Salerno-Reggio Calabria, che non smentisce la sua fama di sagra del cantiere perenne ma mi permette di arrivare a Tropea, centro più importante della Costa degli Dei, con l’unico vantaggio di non pagare il pedaggio. Certo, ci si mette il triplo del tempo tra corsie ridotte, camion che creano colonne interminabili, viadotti chiusi, ma è gratis. E soprattutto non c’è alternativa.