LIGURIA - IL PONENTE TRA ROSSESE E PIGATO Alla scoperta degli angoli nascosti Una delle immagini che porto con me della Liguria è una sorta di gomitolo ingarbugliato, del quale si identificano il capo e la coda, ma il centro resta misterioso e oscuro. È la fotografia aerea di Google Maps di strade, stradine, sentieri e mulattiere, che ho percorso per raggiungere cantine e vigne incastonate tra mare e montagna. La viabilità ligure è un rompicapo, si regge su incastri alla Tetris, su intrecci di viadotti e rotatorie, ma con un po’ di fiducia e qualche inversione a U selvaggia arriverai sempre in qualche angolo di paradiso che ti farà esclamare: «Non ci credo, guarda dov’è cacciata questa vigna!». Uno dei produttori che ho intervistato, alla mia ennesima lamentela, ha detto: «Noi liguri le cose belle le nascondiamo, perché vanno cercate». Penso che in questa frase siano sintetizzatati un’intera filosofia di vita e il modo tutto ligure di affrontare la fatica e il sacrificio. Ne parlo con Federico Quaranta, un genovese di nascita e di spirito, che da anni racconta la bellezza del nostro Paese in radio ( , Radio 2), in tv ( , Rai 2) e recentemente nel suo ultimo libro, Terra. Decanter Il Provinciale